imageNella mattinata odierna, a conclusione di una complessa attività d’indagine, coordinata dai magistrati della Procura della Repubblica di Benevento, i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Benevento, hanno dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione della misura cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Benevento nei confronti di dieci persone. Tra costoro un dirigente del Comune di Benevento e imprenditori, di cui cinque operativi in campo edile; tutti gravemente e a vario titolo indiziati per più reati contro la pubblica amministrazione, in particolare per corruzione aggravata e reiterata e di turbativa di gare per appalti pubblici.

Per riuscire nell’intento criminoso, gli indagati si avvalevano anche di un laparoscopio, strumento altamente tecnologico utilizzato in microchirurgia, utilizzato per penetrare, senza lasciare traccia, all’interno delle buste presentate dalle ditte, contenenti l’offerta per le gare d’appalto. È stata data esecuzione alla misura cautelare della custodia in carcere del dirigente comunale, mentre, agli arresti domiciliari sono finite otto persone. Un altro soggetto, invece, è sottoposto ad obbligo di firma. La stessa ordinanza, poi, ha anche disposto il sequestro preventivo di denaro e di beni mobili nella diretta disponibilità degli indagati per un valore che si aggira intorno ad 1milione di euro e della somma di 250mila euro in contanti rinvenuti nell’abitazione di due indagati, nascosti in cassaforte e sotto il letto.

la vicenda accertata concerne la gestione tra il 2011 ed il 2013 dei fondi comunitari nell’ambito del progetto ‘Più Europa’ e per l’affidamento di quattro gare d’appalto relative all’esecuzione di lavori di riqualificazione urbanistica (realizzazione di una struttura per autobus, realizzazione messa in rete di più piazze a Benevento, riqualificazione del ponte sul fiume Sabato, costruzione di un ponte ciclo pedonale sul Sabato per importi compresi tra 600mila e 5milioni di euro).

È stato accertato che il dirigente in carcere, entrato in possesso della lista delle ditte partecipanti all’asta, proponeva attraverso intermediari il pagamento di una tangente del 7% del valore dei lavori da effettuare, garantendo, in caso di accettazione, l’aggiudicazione dell’appalto.