MANIFESTO PAOLO CECEREIl prossimo 16 ottobre, alle ore 18.00, presso l’aula consiliare del Comune di Fragneto Monforte si terrà una conferenza dal titolo ‘Paolo Cecere. Scrittore, educatore, giornalista. Profilo di un fragnetano illustre nel centenario della scomparsa’.
La conferenza, voluta dalla giornalista e docente dell’Istituto ‘Medi-Livatino’, Lucia Gangale, si colloca all’interno dell’annuale Raduno delle Mongolfiere ed è subito stata accolta con sensibilità dagli organizzatori, in particolare da Lello Verdura. Alla conferenza parteciperanno anche lo storico e giornalista sanmarchese Andrea Jelardi ed il parroco della chiesa di San Nicola e San Rocco, a Fragneto, don Donato d’Agostino, originario di Pago Veiano.
E’ imminente anche la pubblicazione di un nuovo libro di Lucia Gangale dal titolo ‘Pago Veiano negli scritti di Paolo Cecere’, con due belle prefazioni curate rispettivamente da Andrea Jelardi e da Nino Capobianco, fragnetano, psicologo, presidente del Gruppo Folk ‘La Takkarata’.

Sempre nella giornata di venerdì 16 ottobre si potrà assistere ai voli dei palloni aerostatici e deliziarsi tra gli innumerevoli stand che riempiranno il centro storico. Motivi in più per decidere di seguire la conferenza dedicata ad un’anima bella del Sannio beneventano.

Bella e generosa figura di intellettuale sannita, Paolo Cecere (1845 – 1916) era originario di Fragneto Monforte, ma visse ed insegnò per un quarantennio a Pago Veiano, comune nel quale si era trasferito con la sua famiglia ed al quale lasciò la casa di proprietà, sita al corso Margherita. Per anni attivo sulla prestigiosa ‘Gazzetta di Benevento’, settimanale fondato nel 1864 dall’avvocato Enrico Isernia ed attivo fino al 1928, Paolo Cecere, oltre che apprezzato maestro di scuola, in un’epoca in cui l’istruzione popolare muoveva i primi passi tra disagi enormi, fu anche scrittore dalla penna brillante e leggera, che si cimentò, oltre che in articoli di cronaca bianca e nera, anche in graziosi racconti che si collocano nel filone del secondo romanticismo.
Cecere fu osservatore acuto ed attento di avvenimenti di vita paesana tra i quali spiccano le feste religiose. Oggi i suoi scritti restano gli unici documenti a disposizione per ricostruire la vita che si svolgeva a Pago Veiano e nei paesi limitrofi a cavallo tra Ottocento e Novecento. Nel 1988 alla memoria di Paolo Cecere fu dedicato l’oratorio parrocchiale per volontà di un altro fragnetano illustre, don Ugo Della Camera, che dopo gli anni pagoveianesi continuò la sua missione pastorale a San Martino Valle Caudina, lasciando dovunque un grande rimpianto.