Benevento rimette in moto la sua macchina culturale più longeva e riconoscibile. La 47ª edizione di Città Spettacolo, in programma dal 25 al 30 agosto, parte con una direzione chiara: consolidare i rapporti con gli artisti che negli ultimi anni hanno segnato la rassegna e, allo stesso tempo, aprire una nuova fase che rimetta al centro i luoghi simbolo della città. Il direttore artistico Renato Giordano, a margine dell’inaugurazione di Piazza Risorgimento, ha anticipato le prime mosse di un cartellone che vuole cambiare passo.
Il tema scelto è “Mediterraneo”, proposto dallo scrittore Maurizio De Giovanni, che sarà anche protagonista dell’apertura all’Hortus Conclusus. Un ritorno che conferma il legame tra l’autore e Benevento, costruito negli anni attraverso presenze costanti e collaborazioni che hanno dato identità alla rassegna. Accanto a lui, un altro nome che torna a segnare la programmazione: Peppe Servillo, atteso per un appuntamento in collaborazione con il Conservatorio. Due presenze che fissano la linea culturale dell’edizione: continuità, qualità, riconoscibilità.
Giordano vuole però spingere oltre il perimetro tradizionale del festival. L’obiettivo dichiarato è far uscire il teatro dal teatro, portarlo nei luoghi che raccontano la storia della città. Nel mirino ci sono il Chiostro di Santa Sofia, il Museo del Sannio, l’Arco del Sacramento. Spazi che diventano palcoscenici, non semplici contenitori.
Una scelta che punta a trasformare Benevento in un percorso culturale diffuso, dove ogni angolo diventa parte della narrazione del festival. Il nodo più delicato riguarda i concerti. La sede naturale sarebbe il Teatro Romano, che Giordano definisce “un posto bellissimo”, ma la decisione non è ancora chiusa. La direzione artistica sta valutando diverse soluzioni, con un obiettivo preciso: portare un artista di richiamo per i giovani.
Il direttore lo dice senza filtri: “I giovani vivono momenti difficili, il futuro è più complicato, trovare lavoro è più complicato. Voglio dare qualcosa che parli a loro”. Dietro le quinte, le trattative sono in corso. I nomi sono blindati, ma la linea è chiara: un profilo nazionale capace di trasformare una serata del festival in un evento generazionale. Un colpo che potrebbe diventare il baricentro dell’intera edizione, il punto di svolta che Giordano vuole imprimere alla rassegna. La macchina organizzativa è già operativa.
La Giunta ha approvato il progetto esecutivo, con un budget da 310mila euro, segnale di una volontà politica e amministrativa di spingere l’edizione verso un livello più alto. Un investimento che punta a consolidare la rassegna e a chiudere il ciclo con un gesto forte, capace di lasciare il segno.













