Per Oreste Vigorito la conferenza stampa di presentazione di Michele Pazienza è stata l’occasione giusta per fare il punto della situazione in casa giallorossa. Il presidente giallorosso ha trattato vari temi che hanno tenuto banco nella piazza sannita nell’ultima settimana. Di seguito le sue dichiarazioni:
Motivazioni – “Ho preferito essere presente anche io in conferenza per dare alcune spiegazioni. La presentazione di mister Pazienza non c’è stata la settimana scorsa a causa delle tempistiche, ma abbiamo chiarito subito che sarebbe stata programmata per questa settimana. Ho letto che Vigorito vuole andare via, chi aspettava per poterlo dire ha avuto il suo momento, ma adesso potrebbe anche smetterla. Se vado via lascio una società sana, e facendolo non mi sentirei colpevole. Voglio anche tranquillizzare tutti sul mio stato di salute mentale. Non sono in confusione, non ho intenzione di rispondere a queste parole di basso profilo”.
Categoria – “Non ho mai detto che voglio rimanere in serie C. Ho solo detto che voglio vivere la C con grande orgoglio, senza presunzione. Nel calcio italiano sono approdati fondi di miliardi e miliardi di euro. Nessuno può competere con questi giganti, neanche Vigorito. Per questo ci siamo focalizzati sul settore giovanile. La memoria è corta, le persone dimenticano che qui sono transitati giocatori e allenatori di grande profilo. La C mi appassiona, ma non ho mai detto di volerci restare. Anzi, ho detto che vorrei tornare in A”.
Progetto – “Siamo la società che spende di più e da quattro mesi eravamo primi in classifica. La squadra era supportata anche dalla tifoseria, anche se i risultati dicono che sarebbe stato difficile non farlo, come evincevano articoli trionfalistici. Voglio far crescere ragazzi di qualità, probabilmente è stato confuso il progetto di squadra giovane con la scuola calcio. Siamo riusciti a fare una squadra totalmente nuova, ma anche a rinnovare un ambiente che aveva perso serenità. Questo progetto, per qualche ragione, si è bloccato”.
Tifosi – “Mi appello all’intelligenza dei tifosi e al loro amore per questi colori che devono portare in giro. Non si può esaltare e denigrare, ma soprattutto non si può rompere il giocattolo. La promessa di vincere non è un contratto firmato, ma l’intento di vivere delle emozioni anche sborsando dei soldi. Pensare che io voglia abbandonare una società dopo vent’anni per non aver fatto una campagna acquisti a me non preoccupa. Non sono andato via per amore della squadra e della città, anche quando sono stato tradito da qualche tesserato. Bisogna ricordare che sono una persona con collaboratori che ritengo adatti e che vogliono essere protagonisti. Se qualcuno pensa che con questa protesta sommersa possa andare via, allora risparmi il fiato perché non andrò via finché ci sarà un solo tifoso che sosterrà me e questi colori”
Mercato – Abbiamo fatto riunioni dal 15 gennaio e ho dato carta bianca per il mercato. Le valutazioni le fanno sia il direttore che l’allenatore. Io penso di avere diritto di parola e l’idea era che la squadra avesse gli uomini sufficienti. Lo era prima così come lo è oggi. Abbiamo ragazzi che si impegnano, ma agli scivoloni rispondiamo con i calci nel sedere.
Pazienza – “Lo avevamo scelto già due anni fa. Se qualcuno ha remore per la sua provenienza, allora ricordatevi di De Zerbi. Dobbiamo stare attenti quando esprimiamo giudizi, perché diventano subito di pubblico dominio. Porteremo avanti il discorso dei ragazzi e non per risparmiare, ma perché speriamo che restino puliti e che diventino maturi. magari qualcuno di noi sarà capace di insegnargli ad amare questa maglia. Noi abbiamo fiducia nel futuro e anche nella tifoseria”.












