tentato-suicidio[1]“La sentenza della Cassazione, che concede le attenuanti con relativo sconto di pena ad un uomo già condannato per aver violentato più volte la propria moglie perché al momento della violenza era sotto l’effetto dell’alcol ci lascia attoniti”. Questo è quanto diffuso attraverso una nota dal Segretario generale della Uil Benevento/Avellino, Fioravante Bosco. La Corte di cassazione – prosegue Bosco – con questa sentenza annulla anni di contrasto alla violenza domestica e crea il precedente pericolosissimo di mettere sullo stesso piano vittime e carnefici. Per noi uno stupro è violenza, sempre e comunque. Non ci sono attenuanti che tengano e non si possono concedere sconti di pena a coloro che fanno della violenza sulle donne un modus vivendi. La vittima diviene due volte vittima e la seconda volta, con questa sentenza, lo diviene per legge. Questo è inammissibile. Il rapido recepimento del nostro Governo della Convenzione di Istanbul ci aveva portato a credere che in Italia riguardo alla violenza domestica qualcosa, almeno in termini culturali, stesse cambiando.  Però, se nel terzo grado di giudizio si prospettano attenuanti per il carnefice, il nostro Paese dimostra un’immaturità preoccupante in fatto di civiltà e molta strada dovrà essere fatta per cambiare una mentalità retriva, complice di chi fa della violenza sulle donne un comportamento usuale. Questa scioccante sentenza deve essere il motivo per impegnarsi ancor di più contro ogni forma di violenza e per mettere in campo tutte le risorse per debellare questa inaccettabile vergogna sociale”.