senza-pauraSe nel maggio scorso, all’indomani della promozione in serie B, qualcuno fosse venuto dal futuro consegnandoci una classifica così, è altamente probabile che ci saremmo lasciati andare a gesti di incredulità. Davanti al Benevento, dopo nove turni, ci sono solo la corazzata Verona, il Cittadella, il Carpi, il Perugia e la Virtus Entella, con le ultime due in realtà sullo stesso piano dei giallorossi per punti conquistati sul campo. Ma non è tanto chi è davanti che la Strega deve guardare, quanto chi è dietro. E sono tante, tantissime le squadre a separarla dalla fatidica zona retrocessione che al momento vede invischiate ben altre realtà di questa cadetteria. I due stop consecutivi con Salernitana ed Entella hanno allentato gli entusiasmi e fatto sorgere qualche allarmismo. Ma se a Salerno era mancato il cinismo per riaprire subito la partita nel secondo tempo (la traversa colpita da Ceravolo sta ancora tremando…) a Chiavari quel cinismo si è rivisto in dosi massicce nei primi venticinque minuti. Parata di Cragno in avvio, due perle di Ceravolo e partita indirizzata verso la Dormiente. Poi qualcosa si è spento, e a Baroni va lasciato l’onere di capire cosa, oltre che riflettere  – come ogni allenatore è abituato a fare – su situazioni che sarebbero potute andare diversamente. I gol incassati su corner nelle ultime due gare sono stati ben tre, e non può essere un caso. Fu lo stesso tecnico a tirare fuori la statistica sui calci da fermo: “si sa che nel calcio quattro gol su dieci provengono da lì”. Nel caso dei giallorossi la media nelle recenti due settimane si è alzata spaventosamente: quattro su cinque le reti incassate su situazione di palla inattiva, con la punizione di Tremolada che va ad aggiungersi ai tre corner già citati. Ma ci sono note liete anche nelle sconfitte ed è giusto rimarcarle. Il rientro a pieno regime di Falco, in attesa di quello di Puscas, non potrà che fare bene ad una squadra che ha bisogno di qualcuno che innesti il meccanismo delle idee nella zona calda del campo.

Saranno in tanti a trarne giovamento, a partire da Ciciretti per finire a Ceravolo, che non è mai stato un attaccante da venti gol a stagione ma in un contesto simile può provare a migliorare i suoi record realizzativi. Il supporto degli ottimi piedi di Falco, che soprattutto con il Verona e con il Carpi aveva fatto da collante in maniera sublime tra il reparto di centrocampo e di attacco, potrà garantire quell’intensità che a Baroni e al suo gioco era venuta a mancare già contro il Novara. Essendo la prima volta che il Benevento si trova a giocare un campionato di B, è di conseguenza anche la prima volta che si trova a ragionare su due sconfitte e dunque a reagire. La preoccupazione tra i tifosi, in questi casi, è che si faccia fatica a ritrovare in fretta la bussola all’interno di un campionato imprevedibile. Ma i turni nel complesso sono quarantadue, e ne mancano – con questo – ben trentatrè. Per questa ragione, “senza paura” è forse il titolo più adatto al momento generale. Senza paura dovrà giocare la squadra, senza patemi dovranno seguirla i tifosi. A partire dal match con il Perugia, squadra da rispettare ma non da temere. Perchè, appunto, “senza paura” tutto è possibile.

Francesco Carluccio per CorriereSannita

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