no-referendumCon una nota stampa, il neonato comitato provinciale di opposizione al referendum spiega che non condivide la riforma costituzionale voluta dal governo per ragioni di metodo e di merito:

“Sul piano del metodo ritentiamo che la riforma, approvata a colpi di maggioranza, tradisca lo spirito della Carta fondamentale, la cui modifica – sempre possibile – necessita di larghe convergenze. Il sistema delle regole, infatti, è cosa diversa dal piano del governo, strettamente legato alle linee politiche su cui le diverse forze chiedono il consenso elettorale. Nemmeno ci convince, ancora, che possano essere in tal modo modificati ben 47 articoli della Costituzione.
Pensiamo non ci si possa fidare di un partito di maggioranza che rinnega i propri valori fondamentali, arrivando a tradirli platealmente. «La sicurezza dei diritti e delle libertà di ognuno risiede nella stabilità della Costituzione, nella certezza che essa non è alla mercé della maggioranza del momento, e resta la fonte di legittimazione e di limitazione di tutti i poteri. Il Partito Democratico si impegna perciò a ristabilire la supremazia della Costituzione e a difenderne la stabilità, a metter fine alla stagione delle riforme costituzionali imposte a colpi di maggioranza». L’esatto opposto di quanto fatto e voluto dal governo e dal PD.
Nel merito, la riforma costituzionale non semplifica, ma complica il lavoro del legislatore; comprime la sovranità popolare; non introduce veri risparmi di spesa; con il nuovo Senato, autoriproduce il ceto politico; non prevede autentici contrappesi a tutela della democrazia e dell’equilibrio delle istituzioni; ridefinisce le competenze tra stato e regioni, ma lo fa aggiungendo confusione e senza porre un limite agli sprechi delle regioni stesse, che avranno meno poteri ma altrettanti politici e spese. Insomma, riteniamo che la riforma avrà effetti opposti a quelli sperati dal governo. Un po’ come accaduto in altri casi (“abolizione” delle province, Jobs Act, Buona scuola, etc.).
La riforma, inoltre, è strettamente legata alla legge elettorale, il cosiddetto sistema Italicum, che consegna il parlamento alla volontà del capo del governo, che potrebbe anche avere pochi voti. Si aggraverebbe così il divario tra paese reale ed istituzioni, il vero male delle democrazie moderne. È un rischio reale e molto grave.
Ricordiamo che il prossimo 4 dicembre non sarà necessario raggiungere il quorum: vincerà chi avrà ottenuto un voto in più a prescindere dal numero dei votanti.
Il Comitato è aperto a tutti coloro che vogliono essere utili ad informare gli elettori del Sannio delle ragioni del NO. Il comitato animerà il dibattito provinciale e promuoverà azioni di approfondimento e sensibilizzazione, anche in collaborazione con gli altri soggetti e comitati che promuovono il NO.
La sede provinciale è in via Piazza Colonna n.1, a Benevento

Per ulteriori approfondimenti sulle nostre ragioni, è possibile visitare il sito del comitato nazionale, www.scelgono.it.
Le promotrici e i promotori:
Angelo De Marco
Enzo Parziale
Michele Formichella
Rita Marinaro
Antonio Broccoli
Pietro Lavorgna
Simone Ferrucci
Maria Teresa Imparato
Gianluca Aceto
Livia Conte
Egidio Cavalluzzo
Alfredo Manganiello
Mario Fasulo
Fernando Rossi
Angelo Ielardi
Adriano Iachetta
Margherita Coletta
Antonio Pedicini
Alessandra Limata