Alcuni reperti del Tempio isiaco di Benevento di epoca imperiale romana andranno in trasferta a Torino su richiesta dalla Fondazione Museo Egizio accolta dalla Provincia.
I reperti costituiranno una apposita Sezione nell’ambito della mostra denominata ‘Pompei e l’Egitto’ che aprirà i battenti nel capoluogo piemontese il prossimo mese di marzo. La mostra è organizzata dalla ‘Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino’, con la Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia.
La Mostra allestita dal Museo Egizio torinese propone, dunque, la sezione: ‘L’Iseo di Benevento’ che così viene descritto nel Catalogo: “Al linguaggio ‘addomesticato’ dell’Iseo pompeiano, si contrappone quello ancora faraonico dell’Iseo di Benevento, rinnovato sotto Domiziano. I pochi resti di rilievo sopravvissuti indicano che l’edificio, mai rinvenuto, aveva una decorazione in stile faraonico, e gli obelischi testimoniano l’uso attivo della scrittura geroglifica in iscrizioni composte ad hoc”.
Il culto egizio della dea Iside, nato 2.000 prima di Cristo, si integrò nel Pantheon greco sotto i Tolomei (III sec. a.C) a partire dalla città di Alessandria, fondata sul delta del Nilo nel 332 a.C. da Alessandro Magno. Da lì il culto trasmigrò, tra il 120 e all’88 a.C. anche in Italia. In Campania il culto isiaco fu particolarmente attivo. Sotto l’Imperatore Domiziano (51 d.C. – 96 d.C.) Iside divenne la ‘Signora di Benevento’ grazie ad un Tempio da lui voluto ed eretto nell’anno 88 d.C. da Rutilio Lupo, importante imprenditore ed industriale beneventano attivo anche a Roma. E’ opinione condivisa tra gli studiosi che il Tempio di Iside di Benevento fosse il più grande e maestoso della Campania.
Iside è riemersa dall’oblio a Benevento a seguito di casuali scavi, tra la fine del sec. XIX e gli inizi del XX. Importanti furono quelli presso l’ex convento di Sant’Agostino e a piazza Cardinal Pacca. E’ ignota, tuttavia, l’ubicazione del Tempio eretto da Lupo. Sensazionale è il reperto più antico ed unico, quello dedicato ad Iside Pelagia, cioè protettrice della navigazione: si tratta di una nave in marmo raffigurata mentre solca i mari con un piccolo delfino. E’ molto probabile che sull’imbarcazione vi fosse una statua della dea: è, infatti, visibile sulla tolda un piede, quello della dea raffigurata mentre regge la vela increspata da venti favorevoli. I reperti del Tempio, dapprima raccolti nel Museo del Sannio, furono trasferiti il 4 marzo 2013 nel vicino Museo Arcos.
I reperti in Mostra a Torino
1. Toro Api, Numero Inventario 1918
2. Falco, Numero Inventario 1894
3. Statua di Domiziano, Numero Inventario1903
4. Sacerdote con canopo, Numero Inventario1926
5. Cista mistica, Numero Inventario 1927
6. Barca di Iside Pelagia, Numero Inventario 1917
7. Rilievo in stile egiziano, Numero Inventario 1899
8. Statua del Medio Regno, Numero Inventario 1904
9. Statua di adoratrice di Iside, Numero Inventario 1925
L’operazione di trasferimento a Torino dei reperti è a costo zero per la Provincia di Benevento. La Fondazione Museo Egizio si è impegnata a trasferire, a sua volta, due Statue isiache a Benevento; inoltre provvederà a coprire le spese per un allestimento virtuale del Tempio isiaco beneventano per il periodo della trasferta; infine sarà curato nel Catalogo della Mostra la Sezione dedicata al Tempio di Benevento con foto realizzate apposta dal Maestro Antonio Citrigno.
La Provincia di Benevento, a partire dal 4 febbraio 2016, chiuderà per 15 giorni il Tempio isiaco presso Arcos al fine di consentire gli interventi di manutenzione e riparazione degli impianti di proiezione dello stesso Tempio. Le altre attività culturali di Arcos proseguiranno regolarmente.
In sede di Conferenza Stampa, convocata presso la Rocca dei Rettori per illustrare il progetto culturale, la dirigente del Settore Cultura della Provincia Pierina Martinelli ha precisato che il Museo egizio di Torino costituisce per il Sannio una importantissima vetrina capace di costruire un forte ritorno per il nostro territorio.
Il presidente della Provincia Claudio Ricci ha dichiarato che l’evento consegna al Sannio una presenza da protagonista in un Istituto culturale che è il più importante del mondo, dopo Il Cairo, per la cultura egizia. “E’ una visibilità straordinaria per il nostro territorio E’ questo solo l’inizio per noi di nuove forme di cooperazione anche con il Ministero per i Beni culturali. In tale contesto vorrei ricordare che noi come Provincia, per i beni culturali, abbiamo fatto davvero molto nonostante tagli di Bilancio feroci e cancellazione di competenze istituzionali. E lo abbiamo fatto senza avere affatto chiaro il quadro di chi debba provvedere alla tutela dell’immenso patrimonio dei beni monumentali, culturali, librari. Quando si critica la Provincia per manchevolezze sulla gestione dei beni culturali occorrerebbe, però, tenere presenti le difficoltà di contesto, soprattutto di ordine economico, in cui ci muoviamo. Queste difficoltà si acuiranno ancor più nel corrente anno perché verranno tagliati ulteriori 16 milioni di Euro dal nostro Bilancio”.












