imageL’importante accordo siglato tra Governo e sindacati è il risultato di un anno di mobilitazione a seguito della definizione della piattaforma unitaria Cgil Cisl e Uil «Cambiare le pensioni dare lavoro ai giovani». I risultati ottenuti sono di rilievo. Per le pensioni in essere: è stata estesa la no Tax area per tutti i pensionati a prescindere dall’età anagrafica equiparandola a quella dei lavoratori dipendenti (8.125 euro); verrà estesa la quattordicesima ai pensionati con redditi fino a 1.000 euro, allargando la platea ad altri 1,2 milioni di persone e, al contempo, sarà incrementata la somma a chi già la percepisce. Il Governo si è, inoltre, impegnato a recuperare dal 2019 la piena indicizzazione delle pensioni. Per i lavoratori ancora in attività: le ricongiunzioni dei periodi contributivi saranno rese gratuite; verrà consentito ai lavoratori precoci in particolari situazioni lavorative, personali o familiari di accedere alla pensione con 41 anni di contributi; verrà abolita la penalizzazione che gravava su chi accedeva alla pensione anticipata prima dei 62 anni. Per chi svolge mansioni usuranti: verrà semplificata la normativa di accesso alla pensione allargandone le maglie. Per quanto concerne l’anticipo pensionistico (APE), i sindacati hanno ottenuto che il Governo introduca delle agevolazioni che azzerino il peso degli oneri legati al prestito per determinate categorie di lavoratori come, ad esempio, per i disoccupati di lungo corso, per chi svolge attività ritenute particolarmente faticose (verranno decise in un secondo momento) o per chi svolge lavoro di cura per l’assistenza a familiari disabili. La sperimentazione dell’Ape sarà di 2 anni lasciando, in questo modo, ancora aperto il tema della flessibilità in uscita. L’intesa prevede, inoltre, una seconda fase durante la quale verranno affrontati i temi della revisione del sistema contributivo, per una maggiore adeguatezza delle pensioni future, del rilancio della previdenza complementare, della valorizzazione del lavoro di cura, della revisione del meccanismo dell’adeguamento alla speranza di vita e della separazione tra spesa previdenziale e quella assistenziale.
“E’ stato fatto un buon lavoro – commenta Fioravante Bosco (Uil Av/Bn) – sono state trovate alcune soluzioni, ma la discussione deve ancora continuare. Sei miliardi di euro sono del tutto insufficienti: tuttavia, questa volta, parlando di pensioni, non sono state tolte risorse, ma sono state aggiunte! Infine – conclude Bosco – dovrà essere scritto bene il pezzo che riguarda l’esborso per anticipare l’accesso alla pensione: sembra particolarmente difficile spiegare ai lavoratori che dovranno pagare le rate di un mutuo ventennale per accedere all’agognato traguardo pensionistico”