Gabriele Moncini sabato affronterà il Benevento per la quarta volta al Vigorito, la seconda da ex. Il precedente più vivido risale al 2019: con il Cittadella segnò di tacco lo 0-3 nel ritorno della semifinale playoff, dopo la sconfitta dell’andata. In giallorosso arrivò a gennaio dalla Spal con un trasferimento oneroso e contribuì alla promozione in Serie A con quattro reti in diciannove presenze.
Il Vicenza arriva alla sfida con un solo successo, quello iniziale, e la ricerca di una stabilizzazione. L’attaccante riconosce un periodo complicato, pur osservando che la squadra ha quasi sempre disputato le proprie partite, con l’eccezione delle prove contro Avellino e Pisa. Mancano lucidità davanti e compattezza dietro: il primo obiettivo è concludere un incontro senza subire reti.
Il Benevento, al contrario, ha incassato tre vittorie consecutive e ha migliorato soprattutto la fase difensiva. Floro Flores ha lavorato su attenzione, letture, protezione dell’area e riduzione degli errori individuali, senza considerare il modulo come unica soluzione.
Ieri seduta doppia: al mattino esercizi differenziati per reparto, nel pomeriggio partitella a campo ridotto per fissare movimenti e distanze.
L’infermeria lascia dubbi. Scognamillo non si è allenato per un fastidio alla schiena comparso già prima di Cesena e accentuatosi martedì; le sue condizioni saranno valutate giorno per giorno. Salvemini è rientrato in gruppo dopo un problema al flessore destro, mentre Prisco, Saio e Maita non destano preoccupazioni. Sernicola resta fuori per una parotite: il recupero per sabato è improbabile. Possibile che rientri contro l’Arezzo il 24 ottobre.
La prevendita procede a rilento: circa 600 tagliandi, oltre la metà destinati agli ospiti.













