Il 23 novembre specie in Campania è una data non bella e lo è dallo scorso e fortunatamente lontano 1980. E’ quella dell’anniversario, infatti, del terribile terremoto che seminò morte e distruzioni specie dalle parti nostre. A partire da ieri, per i tifosi giallorossi sarà però, anche il giorno del definitivo addio del tabù Crotone. L’undici rossoblu è stato strabattuto al Vigorito e rispedito a casa chiudendo anche i conti del passato con una prova di forza e superiorità indiscussa. Al di là di questi discorsi, però, mi piace rimarcare tre aspetti della splendida giornata della Strega legati al big match. Parto dal campo. Mi ha colpito e letteralmente conquistato la pazzesca, contagiosa e incredibile carica dei giallorossi. Sia gli undici in campo che quelli della panchina. Sembravano tutti tarantolati. Hanno affrontato da primi in classifica la seconda con una grinta, una voglia da ragazzini esordienti. Con umiltà e un furore agonistico incredibili, come se fosse l’ultima partita della loro vita o meglio una finale di coppa del mondo. E devo riconoscere che questo tipo di comportamento si è registrato anche in tante delle precedenti dodici gare dei sanniti  di questa bellissima stagione, che indubbiamente non sono belli a vedersi, non fanno possesso palla o altro, ma sono cinici, carichi, spietati. Il segreto vincente è sicuramente questo, abbinato al fatto che questo tipo di applicazione arriva dai calciatori esperti e scafati come Maggio, Sau, Hetemaj, Armenteros, Schiattarella e compagnia, da quelli di classe come Insigne, Viola e altri e da quelli di categoria come Letizia, Caldirola, Kragl ed altri. Insomma senza distinzione alcuna. Merito sicuramente dello staff tecnico con Inzaghi in primis che è riuscito a stimolare adeguatamente tutti. Sarà questo il “fattore” da conservare gelosamente fino all’ultimo anche perchè indubbiamente ieri è stato scavato un solco che equivale quasi ad un fiume, ma abbiamo vissuto e lo ricordo a me stesso solo un terzo di campionato anche se esaltante e storico come contenuti e successi, quindi bisogna continuare a restare sul pezzo.

Secondo argomento, parlo dei tifosi dei distinti che nella scorsa settimana hanno iniziato attraverso i social a cercare di costituire un gruppo unico per organizzarsi anche a livello di tifo. A parte il bellissimo colpo d’occhio di ieri pomeriggio sono stati ammirevoli quando a inizio secondo tempo si è avvicinato dalle loro parti il discusso e spesso bistrattato Coda, riempendolo di applausi e incitando a gran voce il nome di battesimo. Davvero un bell’esempio di come si devono aiutare i calciatori in difficoltà e incoraggiare sempre quelli che indossano la casacca giallorossa. La particolarità, a conferma della crescita generale, arriva dal fatto che quel settore era stato definito anche da calciatori che negli anni scorsi avevano vestito la casacca del Benevento come quello più terribile e critico. Una sorta di tribunale spesso implacabile e super-severo… La conferma che i tempi cambiano. Giusto per parlare di pubblico ieri una bellissima parte l’ha recitata anche la curva. Del resto se il Vigorito è diventato un fortino lo si deve anche al pubblico, semplicemente caldo e meraviglioso.

Infine, terzo argomento, l’unico non lusinghiero, riguardante i controlli. Ci risiamo è il caso di dire… Una volta, o meglio anche adesso, quando si va alle trasferte, forse anche per una questione logistica e sicuramente attuata ovunque (dalla A alla D), i tifosi ospiti sono quelli controllati con maggiore severità e soprattutto con meticolosità sia per quanto concerne il possesso dei tagliandi d’ingresso al campo, che striscioni, bandiere e detenzione di altri oggetti non consentiti dalla legge. Capita spesso, alla luce dei controlli, che si assiste ai vari match senza cinture, accendini, ombrelli e altro, oppure che si entra in ritardo nel settore perchè vengono bloccati dei tifosi con tagliando sbagliato o che hanno materiale non previsto. A Benevento, invece, forse per non far sentire i tifosi ospiti in stato di disagio (naturalmente la mia è amara ironia), accade quasi quasi sempre, specie quando vengono tifoserie calde o in numero cospicuo, che le stesse riescono non solo ad arrivare fin sotto all’ingresso senza alcuno sforzo o problema, ma che riescono a eludere i controlli (???), sia per il possesso di tagliandi d’ingresso che per portare all’interno del Vigorito materiale non consentito. E’accaduto puntualmente anche ieri con i tifosi del Crotone che non sembravano 280, che nella ripresa hanno fatto esplodere una bomba carta che solo per fortuna non ha fatto feriti (lo steward che stava a bordo campo nei pressi del fossato è rimasto fortunatamente solo un po’ intontito). Speriamo che sarà individuato dalle telecamere il protagoinista per il Daspo, che invece in passato è stato dato a tanti tifosi della curva solo per l’accensione di banali bengala. Tutto ciò in netto contrasto con quanto avvenuto ancora una volta all’ingresso del settore tribuna, solitamente quello più tranquillo dove ho assistito agli stewards che oltre al minuzioso controllo dei tagliandi con tessere creando file e scontento (scusi la conosco ma devo chiedere il documento, frase ripetuta spesso a professionisti ed altri ???), hanno poi letteralmente setacciato zainetti di uomini e addirittura tutte le borse di tante signore e ragazze, sempre agli ingressi costringendole a lasciare accendini, bottigliette mignon d’acqua che tutte le donne hanno nelle loro borsette, ombrelli ed altro, tra la solita incredulità e meraviglia. Al di là dell’elasticità e del buonsenso che dovrebbero sempre prevalere, pensando che non si va ad una guerra, appare evidente che si dovrebbe gestire con maggiore “predisposizione” il tifoso locale che tutto sommato dovrebbe essere “quello di casa” che non può essere considerato un nemico, e come tale gestito diversamente. Tutto ciò specie se poi si chiede ai tifosi locali stessi l’elasticità per altri disservizi. Ma sono certo che a partire dalle prossime gare si crescerà anche in questo perchè credo che la società ed i vari funzionari della stessa vogliono essere “aperti” con la gente sannita purchè paghi il biglietto. Del resto lo stesso patron Vigorito ha sempre predicato massima apertura verso la gente e chi va allo stadio, che ci auguriamo appunto venga seguita come linea dai vari preposti.

Nel frattempo ci godiamo tutti la grande fuga verso un nuovo meraviglioso sogno…