E’ nelle librerie  da qualche giorno il libro per bambini, La stagione dei malefici scritto da John Bemelmans Marciano, illustrato da Sophie Blackall e finalmente tradotta in italiano da Alessandra Veltieri, edizioni Primavera.

Se è vero che i bambini non hanno gli strumenti adatti per affrontare le difficoltà della vita, le streghe rappresentano l’ostacolo da superare, con un aiuto o senza aiuti, per poter diventare adulti sicuri e responsabili, per crescere insomma. Come emigrati che hanno fatto fortuna all’estero, col pensiero sempre rivolto alle radici, sull’onda del successo ritornano ai  luoghi di origine, Rosa, Dino, Primo, Emilio.

John  Bemelmans Marciano in un viaggio in Italia alla ricerca delle sue radici, rimase “stregato” da Benevento e dalle sue storie fantastiche sulle Janare, la Manolonga e la Zucculara e descrisse gli avventurosi giochi di un gruppo di ragazzi, abitanti del Triggio, sapientemente segnato  su una cartina da Sophie Blackall, con indicazioni reali e anche inventate. In questo viaggio di ritorno i ragazzi sono accompagnati da personaggi dispettosi come le Janare ai cui malefici oppongono, come antidoto, le ricette segrete di zia Pia. I ragazzi del racconto parlano ora la nostra lingua e attingono alle tradizioni orali del passato, ai personaggi favolosi che hanno abitato i sogni e i giorni dei nostri antenati, personaggi immaginari ma che comunque facevano parte del loro vissuto quotidiano. I bambini di oggi vivono spesso circondati da giocattoli dal forte contenuto tecnologico, che forse divertono per poco, ma rimangono comunque incapaci di lasciare un segno o un ricordo duraturo nel tempo: oggetti senza vita, inadatti a  creare emozioni. E i libri devono contenere emozioni e trasmetterle. Si legge per piacere, si legge per emozionarsi, si legge per sognare, sperando che i bambini si appassionino alla lettura e diventino futuri lettori   autonomi. Naturalmente la responsabilità delle famiglie è fondamentale: in una casa con libri, con genitori lettori, aumentano le probabilità di futuri lettori. Gli esperti del settore parlano dei numerosi benefici che derivano dalle letture ad alta voce, anche in età prescolare, addirittura nei primi mesi di vita. Si parla dei miracoli della lettura ad alta voce, perché il bambino impara a distinguere suoni e voci, ascoltando impara a concentrarsi, riconosce le emozioni e le distingue, crea immagini mentali. Parlando delle problematiche comportamentali  delle ultime generazioni, esse potrebbero anche derivare dall’allontanamento dalla carta, sia letta o scritta. L’incontro con i libri  e con tutte le storie in essi contenute, potrebbe porre riparo al vuoto esistenziale, alla noia, alla mancanza di stimoli, accendendo la fantasia delle giovani menti, ispirandole a migliori percorsi. Il libro, pensandoci bene,  continua a creare lo stupore, quello più intimo e silenzioso. La lettura inoltre può essere condivisione e fantasia, difesa della nostra libertà di pensiero e anche della nostra indipendenza. E il libro  delle streghe ha tante immagini illustrate con sapienza da Sophie Blackall, immagini importanti  con i piccoli personaggi e le loro avventure. Tramite la lettura  il lettore o il quasi lettore può immaginare, sognare e realizzare storie parallele o completamente diverse. In effetti potrebbe creare una storia nella storia, la sua storia. Claudia e Alessandro, delle edizioni Primavera, giovani e vitali come la primavera, con un’operazione coraggiosa e avventurosa, spendono energie e speranze solo per le letture per bambini. Un’operazione  coraggiosa dicevo e responsabile: aiutare i piccoli lettori a diventare lettori da adulti, un’azione necessaria per trasmettere il piacere della lettura, per trasmettere l’idea che leggere è divertente, fa viaggiare, permette la conoscenza di personaggi e luoghi incredibili, sazia la curiosità, consente anche una migliore conoscenza di se stessi e  la scoperta del proprio personale universo emotivo.

Lidia Santoro per CorriereSannita.it