Grazie ad una indagine efficace della Procura della Repubblica di Benevento è stato individuato uno dei killer del commando che nel 2009 uccise Cosimo Nizza, capo dell’omonimo clan.
Riproponiamo la mappa dei delitti al rione Libertà nei due anni precedenti e speriamo che la magistratura riesca anche a individuare la destinazione dei soldi provenienti da attività illecite e i rapporti tra camorra e pubblica amministrazione.

La Procura della Repubblica di Benevento dopo alcuni anni di indagine, ha individuato uno degli autori dell’omicidio di Cosimo Nizza, capo dell’omonimo clan, freddato in pieno giorno al rione Libertà il 27 aprile 2009. Qualche giorno dopo pubblicammo la Mappa dei 26 atti delinquenziali che scossero il popoloso rione per una guerra tra bande nei 24 mesi precedenti l’uccisione: 9 attività commerciali prese a pistolate, 18 auto bruciate, 1 uomo gambizzato e poi, aggressioni ed intimidazioni.

Dagli atti dell’attuale indagine della Procura risulta che l’omicidio Nizza fu effettivamente l’ultimo atto di quella guerra che dopo il grave fatto di sangue sembrava finita. Invece, diversi episodi negli ultimi dieci dimostrano che la contrapposizione criminale continua seppure in modo apparentemente meno eclatante.

La Direzione Investigativa Antimafia con una recente relazione al Parlamento ha confermato che nella tranquilla Benevento, città di 60.000 abitanti, sono attivi 4 (quattro) clan che si occupano di traffico di droga, usura, estorsioni. Ma come e dove vengono investiti i soldi provenienti da tali fiorenti attività criminose? E quali collusioni politico-affaristiche-criminali continuano a depredare la città?

Il Procuratore della Repubblica, Aldo Policastro, ha dimostrato di essere determinato e di voler combattere il malaffare dando nuovo impulso alle indagini che per troppi anni hanno risentito di ritardi, incertezze e contraddizioni della magistratura. Speriamo che anche le buone intenzioni di Policastro e dei vertici del Tribunale non finiscano nelle sabbie mobili della “città tranquilla”.