LA MANIFESTAZIONE DI INTERESSE PER LA CONCESSIONE DEL CASTELLO DI CEPPALONI, DOPO QUATTRO ANNI, E’ ANCORA IN GESTAZIONE. Intanto i costi di esercizio continuano a crescere.

Dopo “appena” quattro anni dal suo insediamento sembrava che il Sindaco De Blasio avesse “partorito un topolino” ossia la manifestazione di interesse per il Castello. Difatti nella seduta consiliare del 30/06/2021, il primo cittadino “aveva dato mandato agli Uffici di operare in tal senso”. Ma evidentemente trattavasi di un altro “pesce d’aprile” in quanto, a distanza di cinque mesi, c’è ancora il “buio assoluto”. Questo lungo periodo di sciatteria ed inerzia amministrativa, ha però causato danni enormi ai cittadini, almeno sotto tre aspetti:

a) mancato decollo di uno sviluppo culturale e turistico che poteva rappresentare la leva per la rinascita dei Centri Storici, attraverso gli “alberghi diffusi” ovvero di piccole case, localizzate nei Centri Urbani, messe a disposizione dei turisti. Il che avrebbe determinatoanche la conoscenza ed il ripopolamento del bellissimo Borgo, con il relativo indotto (bar, ristoranti, pub, lavori artigianali, ecc.), sfruttando anche i fondi per i Comuni di cui alla legge n. 158 del 6 ottobre 2017;
b) danni economici in quanto, è noto a tutti, che un immobile di proprietà, abbandonato a se stesso, perde valore dal punto di vista commerciale e dell’attrattività e comporta dei costi fissi che, invece, colui che opera con intelligenza e lungimiranza , “scarica su terzi”;
c) malgrado il “disavanzo” (ossia il passivo) di oltre 4 (quattro) milioni di euro, l’amministrazione continua a mantenere una inutile e dannosa gestione di beni pubblici.  

Questo ulteriore “pesce d’aprile avvenuto”, verificatosi si commenta “da solo”: una manifestazione di interesse si “redige” in una giornata lavorativa (tanto più che ne era già pubblicata un’altra precedentemente). Malgrado ciò il Sindaco in carica, sebbene incalzato ripetutamente sull’importante argomento, NON ha MAI ritenuto di dare una risposta plausibile sulle motivazioni di questo incomprensibile comportamento. Ma ciò NON è consentito ad un uomo pubblico, il quale ha l’obbligo di fornire informazioni ai residenti in base ai principi previsti dalla legge sulla trasparenza amministrativa. Tanto più che, a causa del Covid 19, per molto tempo, è stata inibita ai cittadini la partecipazione ai Consigli Comunali. Per non parlare, poi, della Casa – Albergo per anziani, che è stata per molti anni il “fiore all’occhiello del Comune”, è ormai ridotta in uno stato pietoso, sommersa da erbacce e, soprattutto, venti posti di lavoro “andati in fumo”, con danni gravi al relativo indotto e la notevole perdita di prestigio dell’Ente Locale. E, oltretutto, l’omesso incassodi circa 60.000 (sessantamila) euro annuali per l’affitto dello stabile. Il che è ancora più grave, tenuto conto del DISSESTO delle casse Comunali.

Eppure la ripresa dell’economia è essenziale per il Comune visto che il disavanzo di amministrazione ossia “il passivo”, allo stato, supera i quattro milioni di euro.

Difatti, nell’anno 2019, la “PERDITA” esposta nel bilancio, è stata certificata in 2,8 milioni di Euro (vedasi articolo sul “sannio quotidiano del 30/04/2021). Poi, nella delibera del Consiglio Comunale n. 44 del 30/06/2021 risulta scritto:ricorso all’anticipazione di liquidità alla cassa Depositi e prestiti per Euro 875.000”. Per cui si ha: 2.800.000 più 875.000 uguale perdita di Euro 3.675.000. A cui bisogna aggiungere i debiti fuori bilancio causati da sentenze definitive sfavorevoli al Comune nonché debiti verso banche (Monte dei Paschi di Siena: delibera n. 81 del 27/10/2021). Vedasi, al riguardo, anche la deliberazione n. 102 del 9/4/2021 della Corte dei Conti Campania. A questo punto è conveniente per i cittadini che venga dichiarato il dissesto ovvero il fallimento. In tal caso i creditori incassano il 30 o, al massimo, il 40 per cento dei crediti vantati. Per la qual cosa il debito scenderebbe a 1,2, milioni di euro, con un risparmio di 2,8 milioni di euro. Il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale resterebbero in carica, ma verrebbero coadiuvati dalla Commissione di Liquidazione, relativamente ai debiti e crediti “ante dissesto”. La cittadinanza non subirebbe alcuna conseguenza, atteso che le tasse comunali sono già applicate nella misura massima. Tanto meno il personale che, in base alla media nazionale, è di 7 dipendenti ogni mille abitanti: ci dovrebbero essere circa 25 unità lavorative (per 3.500 abitanti). Invece, allo stato, il numero dei dipendenti già è ridotto “al lumicino”.

Staremo a vedere se l’Amministrazione attiva che non solo non è in grado di programmare lo sviluppo del territorio nel breve e medio periodo, ma neanche  di gestire l’ordinaria amministrazione (per i motivi esposti) avrà la volontà di compiere un atto, ormai necessario ed indifferibile, che non solo favorirebbe gli attuali residenti, ma anche i nostri figli e nipoti, liberandoli dall’attuale grave ipoteca debitoria.

Intanto, in questa fase di inaudita e MAI verificatasi inerzia totale, l’Ente Locale continua a “perdere colpi”! Il Sindaco De Blasio deve altresì spiegare ai cittadini perché gli adolescenti dei Comuni di Chianche e Petruro Irpino non frequentano più la scuola media di Ceppaloni che è ridotta nella prima classe, a 7 (sette) unità (sic!).

Deve altresì renderci edotti perché IL MEDICO DI BASE, che nel Capoluogo è stato presente, in modo fisso ed ininterrottamente, per oltre 100 anni, presta il proprio servizio due volte alla settimana, in locali fatiscenti e NONidonei. E’ indispensabile pretendere, dagli Organi competenti, che un Medico di Famiglia venga assegnato, a tempo pieno, nel Capoluogo (ad esempio la Dott.ssa Mariagrazia Pinto), la quale già gode di stima e di fiducia popolare.