abenevento-200x140Il sindaco Mastella dopo che la magistratura ha accertato per gli anni 2012-2014, la somministrazione ai bambini delle scuole di Benevento di “cibo che non poteva essere dato neppure agli animali” e la “pulizia delle pentole con il detersivo dei pavimenti”, si limita a dire che si costituirà parte civile perché si tratta di fatti accaduti prima della sua elezione. Il sindaco, però, dovrebbe spiegarci che cosa sta facendo per evitare che gli stessi fatti si possano verificare ancora oggi, considerato che l’attuale sistema dei non-controlli sulla mensa scolastica è lo stesso di allora.

L’assessora Amina Ingaldi con un apposito comunicato, ha “voluto rassicurare i genitori” sulla qualità del servizio attuale,gestito, come ella dice, da una ditta assolutamente diversa e distinta dalla Ristorò. Ingaldi spiega che le famiglie possono stare tranquille perché lei e il sindaco andranno (al futuro) ad assaggiare i pasti personalmente.

Al momento, però, nessuno è andato a controllare alcunché. Alla ASL il controllo di competenza è stato chiesto da qualche giorno ma ancora nessun funzionario ha effettuato alcun sopralluogo e noi speriamo che non siano incaricati quelli che non si erano accorti dei pasti riciclati per i malati di mente o il mancato utilizzo dell’abbattitore per ridurre la carica batterica sulla carne. Nessun funzionario comunale è andato a controllare la provenienza dei prodotti, i tempi di cottura e di trasporto. E allora, come fa l’assessora Ingaldi a recitare il vecchio ritornello “è tutto a posto”?

E’ vero che in questa città c’è sempre qualcuno che  non vuole mettere mai in discussione la parola del potente di turno, ma dopo quello che è successo, l’assessora non crede di dover essere un po’ più cauta con queste affermazioni? Anche perché, le rassicurazioni preventive, cioè fatte prima dei controlli, rendono poco credibili i risultati degli accertamenti. Ieri mattina alla scuola San Vito le insegnanti hanno protestato perché la lasagna servita era molto scarsa. Sulla etichetta non era indicata la grammatura, ma quando è stata pesata alla presenza di una rappresentate della ditta Quadrelle 2001, si è accertato che la porzione era inferiore del 33% del  dovuto per contratto. Lo ha saputo l’assessora? A proposito della Quadrelle 2001, formalmente diversa dalla Ristorò, la Ingaldi dovrebbe oramai sapere che le due società sono in affari per il servizio di mensa perché la prima paga alla famiglia Porcelli/Barretta una percentuale per ogni pasto cucinato.

La Quadrelle 2001 da Quindici (AV) è la stessa ditta già contestata varie volte lo scorso anno scolastico da genitori e dipendenti fino alla rescissione anticipata del contratto. Le sono stati contestati, tra l’altro, i ripetuti difetti di cottura dei pasti, l’uso di forni mal funzionanti, la pasta scaduta, la larva nella mozzarella, la pietra nella pasta e lenticchie, la variazione arbitraria dei menù e pure la fornitura di posate di plastiche troppo leggere al punto da rompersi più volte.

L’attuale Direttore della mensa è Sepe Salvatore già condannato nel 2012 in via definitiva come amministratore della Quadrelle 2001 onlus, sempre per la gestione di mense scolastiche, per “le modalità di conservazione degli alimenti nel proprio deposito e precisamente perché deteneva notevoli quantitativi di derrate alimentari, pasta, frutta, olio, panini, merendine confezionate, uova, prosciutto cotto scaduto di validità, acqua minerale, eccetera, in cattivo stato di conservazione in quanto posti in promiscuità tra loro insieme a confezioni di prodotti per la pulizia in locali privi di qualsivoglia requisito igienico sanitario, sporchi e polverosi, fatiscenti con ragnatele con la presenza di cani circolanti tra le dettare stesse”.

Per questo motivo l’assessora Ingaldi dovrebbe spiegare, prima di rassicurare, se ha mai visto i depositi della Quadrelle 2001. Dove sono conservati gli alimenti ? Da dove arrivano? Come vengono conservati? Finchè i funzionari addetti ai controlli- sperando che non siano gli stessi che non hanno controllato per il passato-, non avranno attestato formalmente, con atti da rendere pubblici, che sono rispettate tutte le condizioni stabilite dalla legge e dal contratto, l’amministrazione comunale deve sospendere il servizio di mensa scolastica. Non possiamo attendere altri due anni, cioè i tempi necessari per le indagini magistratura, per poi scandalizzarci. Dobbiamo essere sicuri, adesso, che i bambini di questa città non stiano continuando a mangiare porcherie.