Il club giallorosso archivia la corsa a Bellich e vira su un profilo a costo zero: Christian Dalle Mura arriva dalla Juve Stabia da svincolato e firmerà un contratto triennale. L’operazione, chiusa in giornata da Emanuele Padella, conferma la nuova filosofia societaria: niente aste al rialzo, spazio alla valorizzazione interna. Sfumati anche Pontisso (alla Cremonese) e Leone (al Pisa), la dirigenza guarda ora a Cherubini per la fascia sinistra mentre si lavora alle cessioni di Carfora e Sena, entrambi diretti al Foggia. Sul fronte abbonamenti, il Benevento resta indietro rispetto alle concorrenti neopromosse.

Un mercato che cambia pelle, quello del Benevento, e lo fa proprio nel momento in cui sfumano definitivamente le piste più ambiziose. L’arrivo di Christian Dalle Mura, difensore centrale prelevato a parametro zero dalla Juve Stabia, non è soltanto un tassello tecnico: è il segnale più netto di una strategia che il club giallorosso ha deciso di abbracciare senza più tentennamenti.

La trattativa, imbastita e conclusa nell’arco di una sola giornata, porta la firma di Emanuele Padella, lo stesso dirigente che un anno fa aveva fortemente voluto Borghini. Dalle Mura firmerà un contratto triennale, la formula ormai standard per gli innesti a costo zero della gestione attuale.

Dietro la scelta si legge una filosofia precisa: rinunciare alle aste quando i costi diventano insostenibili, preferendo semmai puntare su chi è già in rosa. È quanto accaduto con Bellich, blindato più volte dalla Juve Stabia, che avrebbe richiesto un investimento fuori portata per essere strappato al club gialloblu. Al suo posto, le “vespe” hanno proposto un giovane di scuola Fiorentina, gradito al Benevento tanto da essere già stato valutato idoneo lo scorso gennaio.

L’idea della dirigenza, secondo indiscrezioni, sarebbe quella di confermare Pietro Saio titolare al fianco di Scognamillo, relegando Dalle Mura al ruolo di alternativa. Una gerarchia che, vista la storia recente del reparto arretrato, non sorprenderebbe nessuno.

Non è mancato l’impegno per Pontisso, finito alla Cremonese per una cifra vicina ai due milioni di euro. Padella, che con il centrocampista ha condiviso tre stagioni a Vicenza, lo ha contattato quasi ogni giorno durante la permanenza del giocatore in Sardegna, senza però riuscire a convincerlo.

Stessa sorte per Leone, per cui si era mosso in prima persona il presidente Vigorito: il ragazzo aveva però già dato la propria parola al Pisa. Anche Marras del Mantova, individuato da Floro come possibile rinforzo, è finito ai nerazzurri toscani per due milioni.

Il quadro generale racconta di un mercato povero di occasioni di livello, dove competere con realtà finanziariamente più solide — Pisa e Cremonese, entrambe sostenute dal paracadute da 10 milioni, il Verona con 25 milioni a disposizione, il Palermo forte dei legami con il Manchester City — risulta oggettivamente arduo. Il Benevento, dal canto suo, ritiene di avere già un’ossatura sufficientemente competitiva per la categoria, da rinforzare con innesti mirati di esperienza, senza necessariamente inseguire nomi di richiamo.

Sul fronte entrate resta viva la trattativa per l’esterno mancino Cherubini, con Pierini che rappresenterebbe un investimento complessivo — tra cartellino e ingaggio — pari a circa quattro milioni di euro.

In uscita si muove Carfora, a un passo dal trasferimento in prestito al Foggia, squadra verso cui sembra diretto anche Sena. Situazione diversa per Viscardi, che al momento non è coinvolto in trattative. Auteri, dopo aver puntato Mehic, starebbe valutando anche Manconi, seguito con insistenza dalla Casertana e non ancora persuaso dal progetto giallorosso. Lunedì è invece attesa la firma di Borghini sul contratto biennale con opzione con il Guidon.