castelpotoA seguito del commissariamento del Comune di Castelpoto e in vista delle prossime elezioni, Flaminio Muccio (Circolo Pd di Castelpoto), attraverso una nota, esprime le sue intenzioni politiche e analizza la vita del Comune sannita nel dopo Simeone

“L’amministrazione Simeone termina il suo corso. Nota positiva che è uscita da questo evento è il fermento culturale e di idee, che si sta manifestando nella nostra comunità. Dall’apatia evidente che ha caratterizzato il nostro tempo, le coscienze dei più si sono smosse, creando un momento di rottura a livello politico e sociale. Forte è l’esigenza di mettersi in gioco per il paese, il desiderio di non farlo morire. D’altro canto, in maniera del tutto opportunista, ci sono anche persone che affondano le loro radici nel nostro territorio, ma ormai di fatto lo avevano dimenticato. Riportate a galla da questa nuova onda. La mia domanda è: perché proprio ora? Dove eravate quando pochi di noi cercavano di proporre qualcosa, quando era il tempo di rimboccarsi le maniche? Eppure le occasioni non sono mancate, ma si preferiva aspettare. Se entro in gioco in questa tornata elettorale non è solo per una mera sfida amministrativa. La mia vuole essere una presa di posizione che stabilisca definitivamente due modi opposti di intendere la politica. Anche nel nostro paese si stanno facendo largo coloro che si servono di sgambetti per apparire nel vero o che falsano i fatti per apparire trionfatori. Si parla spesso, troppo e male, di una presunta onestà da ostentare e ricercare ad ogni costo. Parola che nasconde al suo interno, il più sleale degli atteggiamenti: il perbenismo, cioè la condotta, di chi desidera apparire persona corretta a tutti i costi secondo qualche fantomatica morale, comportandosi perlopiù in modo ipocrita e conformistico. Conformista è colui che si fa uomo coraggioso dietro i social network, che diventano teatro di pesanti insulti alla libertà personale. Ipocrita è colui che è insincero, il falso che punta il dito giudicando l’operato altrui dall’alto dei suoi seggi, dimenticandosi che egli stesso è colpevole. Solo chi fa può incorrere in errore, quindi bisogna evitare i comportamenti che ci spingono a condannare senza pietà. Oggi giorno, chi partecipa attivamente alla vita pubblica,viene screditato, accusato di difendere sistemi in cancrena, quindi egli stesso, incancrenito. Proprio come tutti noi, che facciamo politica per cercare di cambiare la nostra comunità ed il nostro territorio. Criticati da chi ha contribuito a rendere il sistema tale, lasciando a noi giovani il difficile e oneroso compito di ritrovare la credibilità. Non cerchiamo occupazione, è questo il difficile da capire. La necessità di fare qualcosa come servizio, come impegno unico per perseguire il bene del paese, viene visto unicamente legato al concetto dell’utile, del tornaconto personale. Credo che la differenza di vedute sia il modo più concreto con cui si possa costruire. Ma nel momento in cui mancano i contenuti, è molto difficile il dialogo. L’auspicio è quello di non mantenere nel cuore residui di giudizi, di risentimenti. Solo una comunione di intenti può far risollevare le sorti del nostro territorio. La sfida dei ragazzi della mia generazione sta nel capire da che parte stare, nel parteggiare. Chi volete essere? Dove volete andare? Come lo volete fare? Che questo sia il momento in cui si possa costruire un futuro roseo per la nostra comunità, soprattutto dai noi giovani, che siamo la risorsa imprescindibile per assicurarci un domani felice.”