Ritorna l’appuntamento con l’Apertivo Filosofico, un momento dedicato alla scoperta del mondo attraverso la filosofia. Domenica 22 marzo alle ore 18.00 presso il Tintori 2.0 di Foglianise ci sarà la presentazione dell’ incontro-dibattito: Chi ha paura del dott. Freud?
Quando, nel 1939, Sigmund Freud muore lascia come eredità una delle più grandi trasformazioni culturali che siano mai avvenute nella storia occidentale paragonabile soltanto, forse, al Rinascimento, alla Rivoluzione scientifica del XVII secolo o alla Rivoluzione francese del secolo successivo. In cinquanta anni e più di lavoro egli ha prodotto una tale mole di idee, teorie e testi, radicalmente divergenti e innovatori rispetto alla cultura precedente che grazie a lui è mutato, non solo l’ambito della psicologia, campo nel quale ha operato direttamente come medico, ma la letteratura, le arti figurative, il cinema, la nostra sensibilità e il nostro stesso modo di interpretare il mondo. La psicoanalisi è oggi, infatti, non soltanto una pratica terapeutica ma, per dirla con un termine filosofico, una particolare visione del mondo, una Weltanschauung. In effetti oggi è cosa abbastanza comune e condivisa pensare al mondo umano nei termini e nelle forme della psicologia del profondo. Si è raggiunta una tale familiarità con questa disciplina che essa è diventata parte del nostro modo quotidiano di pensare, e non è raro sentir parlare di ‘inconscio’, ‘complesso edipico’, ‘interpretazione dei sogni’, ‘libido’ anche da persone a digiuno di pratica e teoria psicoanalitica. Eppure la psicoanalisi, oggi come un secolo fa, contina ad avere oppositori tenaci che, con ogni mezzo, tentano di ridurre l’impatto culturale di questa disciplina e screditarne il fondatore.
L’incontro-dibattito ‘Chi ha paura del dott. Freud?’ perciò, sarà un modo per gettare uno sguardo sul problema dell’inconsio e scoprire quali ragioni, ancora oggi, operano ‘contro’ di esso.
L’incontro non sarà una lezione, una conferenza, ma piuttosto una chiacchierata, un dibattito durante il quale scoprire ed approfondire argomenti con l’aiuto della filosofia.
Mennato Tedino insegna filosofia nei licei. Il suo campo di ricerca spazia dallo studio dei rapporti tra pensiero astratto, musica, cinema e arti figurative fino alla filosofia ermenuetica con particolare attenzione all’esperienza dell’eredità nietzscheana come declinata nel XX secolo attraverso il contributo di Heidegger, Gadamer e Vattimo.
Ha recentemente pubblicato Cinesofemi. In dialogo con due film su tempo ed edipo (2014) e Declinazioni del postmoderno. Citazionismo e dissacrazione in O Brother Where Art Thou? (2015). Con Gaetano Panella ha curato il volume La riflessione pro-Vocata. Sei saggi su cinema e filosofia (2014), in cui sono apparsi due suoi saggi: ‘Il tempo è una danza. Nietzsche e l’eterno ritorno dell’identico’ e ‘Edipo e Selene. Il mito, la psicoanalisi, il cinema di Bertolucci’. Attualmente sta ultimando un saggio sulle ultime tendenze della filosofia italiana dal titolo ‘Opacità del reale. Pensiero debole e Nuovo realismo’.












