incendi-boschivi[1]Nell’ambito di una mirata attività in materia ambientale coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, il personale del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Corpo Forestale dello Stato di Benevento, unitamente al Comando Stazione di Solopaca, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti di un piromane.

Dopo un’intesa attività investigativa, infatti, è stato rintracciato l’uomo colpevole di due incendi dolosi avvenuti quest’estate nel comune di Solopaca. E’ responsabile di almeno due incendi dolosi l’uomo finito questa mattina agli arresti domiciliari. I fatti si riferiscono al mese di agosto quando nel comune di Solopaca sono scoppiate diversi incendi boschivi di natura dolosa. L’ordinanza è stata emessa su richiesta dei magistrati della locale Procura e risulta essere una delle prime misura restrittive della libertà personale emesse in Campania durante la corrente campagna antincendi boschivi.  Le indagini sono scattate dopo l’intensificarsi del fenomeno incendiario nella Valle Telesina. Il personale del Corpo Forestale dello Stato di Benevento dopo un’intensa attività di occultamento, pedinamento e controllo, ha provveduto ad installare un sistema di vìdeosorveglianza in località Monticelli-Cerzito, agro del comune di Solopaca. In questo modo sono stati accertati due incendi boschivi dolosi, rispettivamente il 12 e il 22 agosto.

In entrambe le circostanze sul luogo dell’incendio è stata notata la presenza di una Volkswagen Polo. Attraverso l’installazione di un dispositivo GPS sotto l’autovettura sono stati tracciati i movimenti dell’indagato. Con l’esame dei filmati è stato provato che all’imbrunire della giornata l’uomo di dirigeva in località Monticelli-Cerzito appiccando l’incendio in più punti con un banale accendino, per poi dileguarsi immediatamente, così agendo presumibilmente al fine di permettere una celere ricrescita del manto erboso, favorendo pertanto il pascolo abusivo in area vietata e tutelata paesaggisticamente in quanto ricadente in parte nel Parco Regionale del Taburno.

E’ importante ricordare che su tutti i terreni percorsi da incendio sono vietati per 10 anni, sia il pascolo che la caccia, nonché la realizzazioni di infrastrutture ed edifici; ancora per 5 anni sono vietate tutte le attività di rimboschimento. Quest’ultimo aspetto appare in tutta la sua drammaticità poiché non essendo più possibile il rimboschimento (e quindi il rinsaldamento) di un’area percorsa da incendio,la stessa risulterà nella successiva stagione invernale potenzialmente oggetto di fenomeni di dissesto idreo-geologico, quali frane e smottamenti.