Lunedì 4 marzo, alle ore 20.30, presso l’auditorium Sant’Agostino di Benevento, Francesco Ivan Ciampa, torna sul podio dell’Orchestra Filarmonica di Benevento. Sui leggii ci sarà la Sinfonia n. 6 in si minore «Patetica» di Ciajkovskij, nuova tappa del focus sul sinfonismo del grande autore russo, ma soprattutto c’è l’originale composizione «Enchantment!» per violino e orchestra di Claudio Ciampa, direttore emerito del Conservatorio statale di Musica «Nicola Sala» di Benevento, ispirata a Carlotta Nobile, la violinista, storica dell’arte, scrittrice e blogger sannita morta a 24 anni e divenuta – per la sua testimonianza di coraggio nella malattia e di abbraccio della croce – “giovane testimone” del sinodo dei vescovi 2018.

«Per Carlotta» è infatti il titolo del concerto che vedrà impegnata come solista e interprete, in prima esecuzione assoluta, del brano di Claudio Ciampa, la violinista Alice Notarangelo. La musica per evocare ricordi e suggestioni, la musica come spunto di contaminazione stilistica e crocevia di emozioni, meraviglia, incanto e catarsi. Tutto questo si trova nel lavoro che Claudio Ciampa ha voluto dedicare a Carlotta. Lui che da direttore del Conservatorio in cui Carlotta ha studiato e si è diplomata ne ha seguito tutto il percorso formativo: dai primi passi da giovanissima allieva del Conservatorio a straordinaria interprete e musicista a tutto tondo.
«In questa sinfonia ho infuso tutta la mia anima». Ciajkovskij descrive così la sua ultima partitura, quella Sinfonia n. 6 in si minore «Patetica», op. 74, composta nell’estate del 1893, a solo qualche settimana dalla sua morte. Per la bellezza dei temi, la maturità compositiva ed il pathos che domina su tutta la sinfonia, può essere considerata la più grande composizione del musicista russo. Una pagina che sconvolge la prassi della sinfonia ottocentesca, spostando nel finale il movimento lento, tradizionalmente collocato al centro, e comprendendo all’interno due movimenti mossi, uno soltanto dei quali, l’Allegro con grazia, riconducibile a una convenzionale tradizione sinfonica. Il finale della sesta Sinfonia è uno dei più assurdi e strani nella storia delle sinfonie. Ha una conclusione inaspettata. «Se ne va mestamente, senza celebrazioni, così in silenzio che proprio il silenzio sembra la vera conclusione dell’opera, non l’ultima nota esalata dagli archi. Non era mai successo di sentire una conclusione del genere, nel repertorio sinfonico precedente».

Il concerto, come del resto tutta la stagione dell’OFB, si avvale del patrocinio del Comune e della Provincia di Benevento, dell’Università degli Studi del Sannio, della Regione Campania e del sostegno del MIBAC.
L’ingresso è gratuito.