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Ebbene sì, può accadere anche questo. Il Benevento è al secondo posto, a due punti dal Verona capolista dopo ben 18 giornate. Abbastanza per poter affermare con certezza che non si tratta del classico effetto-sorpresa, quello che di tanto in tanto coinvolge le matricole. La Strega, così come la Spal, ha dimostrato una certa consistenza, oltre che un’abitudine a soffrire, invidiata da molti. Due neopromosse sono lassù a tre giornate dal termine di un girone di andata che in B somiglia tanto al torneo di “Apertura” dei campionati sudamericani. Lì, a differenza dei paesi europei, l’usanza è quella di assegnare il trofeo sia al termine della prima tornata che alla fine del campionato, in modo da avere due vincitrici per anno solare. Qui il discorso è diverso, ma le similitudini possono esserci comunque. Tante volte, nel recente passato, il campionato cadetto ha riservato ribaltoni dopo la lunga sosta di gennaio. Il destino di tante squadre è mutato contestualmente agli scenari di un mercato invernale capace di scardinare equilibri all’apparenza consolidati. E’ per questa ragione che il Benevento – così come le altre compagini dei piani alti – nonostante un torneo di “Apertura” finora da incorniciare, non può permettersi di abbassare la guardia. Lo scorso anno il Novara di Baroni svoltò alla boa del girone di andata a quota 40 punti, obiettivo raggiungibile quest’anno solo con tre vittorie nei prossimi turni con Ascoli, Frosinone e Pisa. Grazie ad un en plein, il Benevento raggiungerebbe quota 41 (42 sul campo) superando nei risultati proprio la precedente squadra del suo tecnico. Ma al di là dei numeri e di proiezioni simili, va sottolineato che la Strega non è proprio in grado di arrendersi davanti alle avversità, segnale fondamentale per le settimane che verranno e per affrontare eventuali e fisiologici momenti di appannamento. Anche ad Avellino, dopo un approccio negativo a cui aveva fatto seguito un primo tempo sottotono, nella ripresa i giallorossi hanno iniziato a macinare gioco mettendo alle corde la squadra di Novellino. Il gol di Cissé, pur essendo arrivato a pochi minuti dal termine, è stato solo la naturale conseguenza di un predominio territoriale che non è sfuggito alle statistiche. La tenuta fisica del gruppo di Baroni, messa in risalto di recente dai media nazionali e dalla stessa Lega B, ha consentito ai sanniti di segnare ben 13 reti delle 25 totali negli ultimi 15 minuti. E’ una squadra che non muore mai, quella giallorossa, trascinata da una mentalità già evidente agli occhi di critica e tifosi. E per la prima volta anche la piazza sannita si prepara ad affrontare un periodo natalizio ricco di calcio. Dopo l’Ascoli, Vigilia a Frosinone e impegno interno il 30 dicembre con il Pisa in notturna. Temperature a parte, sarà un Natale di fuoco. Ci apprestiamo a viverlo con il fiato sospeso.

 

Francesco Carluccio per CorriereSannita

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