L’idea di ripartire col campionato di A con una sorta di formula tipo “mini Mondiale” con partite disputate solo in 3-4 città sicure resta in piedi. Si è parlato di Firenze, Roma e Napoli come sedi delle gare, con presenza super limitata fino a un massimo di 240 persone, calciatori inclusi, e controlli antidoping effettuati regolarmente a fine match e a sorpresa. Naturalmente dopo alcune settimane sarebbe adottato anche in B considerato che in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna almeno per ora ci sarebbe l’orientamento di non giocare. La partenza tra i cadetti sarebbe ipotizzabile entro metà giugno. Nella giornata di oggi il Governo riceverà il documento prodotto dalla Commissione medica della FIGC con il contributo di esperti del settore. Sarà Gravina in persona a inviare il documento ai ministri Spadafora e Speranza, con quest’ultimo che dovrà dare l’ok definitivo per riprendere gli allenamenti. Un sistema che dopo tre settimane di attuazione permetterà la ripresa.

Nel caso in cui dopo la ripresa del campionato un giocatore dovesse essere trovato positivo al Coronavirus, il campionato non si fermerà ancora ma andrà regolarmente avanti. La Serie A non può permettersi che tutto venga bloccato nuovamente, altrimenti non avrebbe senso neanche ripartire. Il rischio non potrà essere azzerato né ora nell’immediato né nel prossimo autunno, visto che il vaccino non è stato ancora trovato e che col virus bisognerà conviverci ancora diversi mesi. Eventualmente, in caso di nuovo positivo, il giocatore verrà immediatamente isolato mentre per i compagni verranno aumentati i controlli per evitare nuovi contagi all’interno della rosa.