Lucio Lonardo, il presidente dell’Asia Benevento, attraverso la nota stampa qui di seguito pubblicata, denuncia l’ennesimo caso d’inciviltà a Benevento:
“Abbiamo registrato, in questi giorni, l’ennesima discarica in via Guido D’orso, da noi tristemente conosciuta come l’Araba Fenice della “monnezza” o come l’Idra di Lerna degli inzivados, nel primo caso perchè risorge a poche ore dalla pulizia, nel secono caso perché, nonostante nel passato siano stati individui alcuni degli autori, quelle teste mozzate sono repentinamente ricresciute. In quel sito c’era una campana per la raccolta del vetro rimossa perché non facesse da richiamo al deposito incontrollato dei rifiuti e perché volevamo fare un test, lì come in altri luoghi, per vedere se la rimozione di tutte le campane per la raccolta del vetro fungesse da deterrente per impedire il deposito di buste di immondizia.Purtroppo, lì come altrove, il flusso è continuato a testimonianza che la rimozione delle campane non caveranno un inzivados dal buco per cui le sole cose da fare restano: l’educazione ambientale su cui l’Azienda investe molto con le proprie iniziative; la sorveglianza ambientale da parte di chi ha il dovere di farlo magari utilizzando le telecamere che l’Azienda ha fornito loro come incentivo, parlo della Polizia Municipale e della Guardia Forestale; l’aumento delle sanzioni amministrative su cui un Consiglio Comunale, particolarmente pigro, omette di mettere mano dal lontano 2007, anno in cui partì dall’ASIA la prima delle tante richieste per operare in tal senso.
Venendo ai tristi giorni nostri, abbiamo da tempo sollecitato la Polizia Municipale ad itervenire su quello che non è più un abbandono di rifiuti ma una discarica su cui è doveroso intervenire individuando i responsabili preventivamente passando poi successivamente alla rimozione degli stessi. Deve essere un’operazione congiunta con la partecipazioe senz’altro di ASIA ma anche dei Vigili del settore ambiente per individuare il maggior numero possibile dei responsabili o meglio degli irresponsabili in quanto ci saranno diverse centinaia di euro di costo che graveranno sulla tasca di virtuosi contribuenti chiamati a fare la figura dei soliti fessi, visto che la maggior parte degli autori identificati risultano morosi o sconosciuti all’anagrafe dell’utenza. E’ ora di dire basta a questo scempio quotidiano della Città soprattutto in considerazione che a causa delle recenti vicende aluvioni l’Azienda ha una capacità operativa ridota di 1\3. Per dire basta bisogna che ognuno si assuma la responsabilità dei propri compiti, in primis la sorveglianza e la tutela del territorio cittadino perchè è facile sporcare pensando che tanto c’è chi pulisce e soprattutto l’immunità e l’impunità nel continuare a delinquere. Pagare 50 euro di multa provocando un danno di migliaia a carico di altri è una “pirlata” alla quale, se non altro per dignità, deve essere posta la parola fine. Il rischio è che, seguendo la moda inveterata di questi ultimi tempi, se dovesse proseguire questa inerzia del Consiglio, maggioranza e opposizione per una volta vanno a braccetto, saremo costretti a inscenare anche noi un sit in sotto Palazzo Mosti.












