ciroIn un precedente intervento, Isidea aveva richiesto di dare il giusto risalto a Scipionyx samniticus, il piccolo dinosauro di Pietraroja più noto come Ciro, tornato nel Sannio senza il dovuto clamore e relegato tra le mura dell’ex carcere S. Felice al viale degli Atlantici, sede della Soprintendenza.

Purtroppo, pochi sanno che il Ciro originale è a Benevento, mentre in tanti a Roma, dallo scorso 27 dicembre, pagano un biglietto di 10 euro per ammirare, tra l’altro, solo un modellino del nostro cucciolo di dinosauro nella mostra allestita all’interno della Città Universitaria ‘La Sapienza’ fino al prossimo 31 maggio.

Scipionyx samniticus, star mondiale della paleontologia, è quella straordinaria opera (d’arte) della Natura che dovremmo trasformare nella ‘Gioconda’ del Sannio.

Come ha recentemente ribadito il suo ex direttore, Elio Galasso, “il Museo del Sannio è un museo territoriale e, quindi, raccoglie diversi e vari reperti di epoche diverse”. 
Per renderlo ancora più unico e irripetibile, Isidea propone due urgenti integrazioni: il ritorno della Chiesa di Santa Sofia a prima sala del Museo stesso e l’esposizione di Ciro negli spazi già occupati dai reperti isiaci trasferiti ad Arcos; confidando nell’illuminata disponibilità da parte di Prefettura e Curia nel primo caso e della Soprintendenza e Provincia nel secondo.

Occorre accogliere con la dovuta attenzione e sostenere l’accorato appello dello storico Mario Pedicini, per il quale il ‘bene’ Museo del Sannio appartiene alla storia del territorio, che spesso è ‘storia universale’, e  va dunque preservato nella sua identità, dotandolo di autonomia; possibile, a parere di Isidea, a patto di ancorare il Museo a due sicuri richiami turistici: Unesco e  Ciro.