Il piano B, nel caso di mancata ripartenza dei campionati, vedrebbe in qualunque caso il Benevento promosso in serie A. Siamo a livello di indiscrezioni ed ipotesi, ma stando alle voci che arrivano dal “palazzo” i giallorossi anche se la B non sarà completata non dovrebbero avere problemi a giocare il prossimo torneo nella massima serie.

Andiamo per ordine, il piano B, auspicato da Malagò e che sta prendendo sempre più piede tra gli addetti ai lavori prevederebbe per la prossima stagione la serie A a 22 squadre con il blocco delle retrocessioni e la promozione delle prime due tra le cadette in A (Benevento e Crotone). Diversamente si potrebbe optare sempre per due promozioni dalla B, ma contestualmente anche due retrocessioni (Spal e Brescia con la cristallizzazione dell’attuale graduatoria) e la serie A che resterebbe sempre a 20 squadre. Questa è l’ipotesi che sta più a cuore ai club di A così potrebbero spartire una fetta di torta più ricca sui proventi tv. Naturalmente non verrebbe assegnato lo scudetto ma ci sarebbero solo promozioni e retrocessioni. Ma attenzione, queste ipotesi ed è questo il vero nodo, darebbero adito ad una serie di ricorsi da parte di società che non sono state promosse (vedi Frosinone o Reggiana o altre) e di quelle retrocesse. Ed allora c’è anche qualcuno che ipotizza la strada paventata inizialmente da avvocati esperti di diritto sportivo che però Gravina non intenderebbe seguire perchè sarebbe una sconfitta per tutti ed un autentico fantasma, per il Benevento in testa. Stiamo parlando dell’annullamento di tutti i campionati quindi sia di promozioni che retrocessioni ed esclusivamente la comunicazione alla Uefa delle sei partecipanti alle competizioni europee nella prossima stagione. In questo caso non ci sarebbe nessuna possibilità di ricorso e strascici a livello di giustizia sportiva ed ordinaria.

Sono, dunque, giorni delicati, difficili e decisivi dove il governo del calcio deve prendere in considerazione tutte le ipotesi, ma soprattutto deve dare delle linee ben precise per evitare altre polemiche, confusione, paure, timori o beffe.