La domanda è: può un solo giocatore cambiare una squadra? La risposta è abbastanza semplice: può essere sicuramente determinante. Resta sottinteso naturalmente che un giocatore da solo non può vincere e nè tantomeno perdere… Nel nostro caso il riferimento è ad Hetemaj. Il giocatore finnico al debutto contro la Salernitana ha conquistato tutti per la grinta, la cattiveria, la forza, l’esperienza, la determinazione, il senso tattico, lo spirito di sacrificio, dando gli equilibri giusti e giostrando con una naturalezza sorprendente, come se giocasse da una vita con quella squadra. Ma è piaciuto anche per la mentalità trasmessa ad un gruppo che in fatto di “veci” di livello come Maggio, Sau, di certo non difetta. Diciamo subito che con uno come Perparim Hetemaj in campo si può anche evitare di parlare di moduli perchè con la “lettura” anticipata dei movimenti degli avversari e la bravura nel posizionamento non ha fatto pagare lo scotto dell’inferiorità numerica a centrocampo. In pratica lui fa per due. E non solo, ha anche “liberato” Nicolas Viola che si è potuto dedicare alla regìa oppure agli inserimenti offensivi. Insomma, senza voler assolutamente enfatizzare, una vera manna dal cielo per tutti e soprattutto per il tecnico sannita che così per ora potrà continuare con il non proprio convincente 4-4-2. Il suo innesto ha fatto compiere un incredibile salto di livello. Del resto non a caso parliamo di un giocatore da serie A, approdato nel Sannio nell’ultimo giorno di mercato per problemi gestionali del Chievo che non può permettersi determinati ingaggi.

Naturalmente tutti si attendono delle gradite conferme, anche se ad essere sinceri, questi tipi di calciatori difficilmente deludono. Insomma, Hetemaj è un po’ il Bonini della Juve di Platini e Boniek, il Colombo del Milan di Sacchi, quei calciatori da clonare. E chissà che non sia stato un segno del destino l’infortunio di Schiattarella che ha consentito di poter prendere il finnico. Del resto i calciatori come il finnico sono quelli che da sempre hanno fatto esaltare e sono stati amati dal pubblico beneventano al quale piace chi esce dal campo con la cosiddetta maglia sudata e che ha menato come un fabbro. A volte nel calcio certe cose non sono casuali. Nel frattempo sotto con il Cosenza…