Prorogata fino al 17 gennaio 2016 sul territorio della Provincia di Benevento la ricerca e raccolta del tartufo bianco pregiato e del tartufo uncinato. Lo ha disposto un decreto, firmato dal presidente della Provincia Claudio Ricci che ha motivato il provvedimento con l’andamento meteo caratterizzato prima da prolungata siccità nei mesi estivi e poi dagli eventi alluvionali dello scorso ottobre. La misura, prospettata lo scorso 29 settembre dal Presidente della Associazione Tartufai di Ceppaloni, Celestino Mignone, e dallo stesso sindaco di Ceppaloni nonché consigliere provinciale Claudio Cataudo nel corso di un apposito incontro alla Rocca dei Rettori, è stata assunta da Ricci, dopo aver sentito la Commissione tecnica provinciale per la tutela del tartufo, anche nel contesto delle azioni di promozione di questa produzione tipica. Il Decreto è stato notificato alla Regione Campania, al Corpo Forestale dello Stato, alla Polizia Provinciale per le azioni di propria competenza.
La raccolta e la commercializzazione del tartufo di Ceppaloni, disciplinati dalla legge regionale 20 giugno 2006 n. 13, che interviene anche per la tutela degli ecosistemi tartufigeni, costituisce una fonte di reddito per il territorio dell’hinterland collinare beneventano ed è ormai considerata, dalle rilevazioni scientifiche dell’Università del Sannio e dagli addetti ai lavori, una eccellenza del nostro territorio ed uno dei gioielli della gastronomia locale. A lungo il tartufo di Ceppaloni non è stato adeguatamente valorizzato, sebbene fossero conosciute le sue straordinarie proprietà e qualità. Il Tuber magnatum Pico e il Tuber Macrosporum Chatin, pur essendo raccolti nel territorio sannita, erano spacciati come provenienti da altre aree del Paese e venduti a prezzi elevatissimi, come si conveniva a prodotti di nicchia, causando però un danno enorme ai produttori locali e al Sannio tutto. Era la stessa tecnica truffaldina utilizzata ai danni della produzione vitivinicola sannita, l’altra grande eccellenza delle aree interne. Fortunatamente, grazie ad una migliore conoscenza e a maggiori informazioni in possesso dei produttori, grazie alla loro intraprendenza ed attivismo, nonché a più mirati e forti interventi da parte delle Istituzioni pubbliche locali, si è finalmente intrapreso un percorso virtuoso a tutela dei produttori e del territorio.
Il presidente Ricci, nel decretare la proroga, ha sottolineato che la raccolta del tartufo è una testimonianza formidabile dello stato di salute dei nostri boschi e delle aree di produzione del Sannio. Pertanto, la variazione del calendario di ricerca e raccolta, è l’occasione per una ancora migliore penetrazione del prodotto di Ceppaloni in questo segmento del mercato dell’agroalimentare ed un strumento di rinascita per tutto il Sannio nella difficilissima fase che sta attraversando dopo gli eventi alluvionali.












