ASL Bn“Per il servizio mensa ad anziani e disagiati psichici, il Management della ASL fa come Bertoldo, non trova l’albero per impiccarsi.”

Questo è l’incipit della nota stampa con cui Gabriele Corona, presidente di ‘Altrabenevento’, torna ad affrontare il tema dei pasti  serviti a malati ed anziani dalla ‘Ristorò’.
Due giorni orsono – prosegue Corona – con una video denuncia abbiamo documentato diverse gravi violazioni al contratto tra la Asl e la ‘Ristorò’ per la fornitura dei pasti agli anziani e ai malati psichici assistiti dei centri di Benevento, Bucciano, Puglianello, Molinara, Morcone e San Bartolomeo in Gald o. La ASL non ha ancora fornito alcuna spiegazione sui mancati controlli e la ditta della famiglia Barretta-Porcelli non ha fornito risposte.
Intanto la ‘Rete Sociale’, l’associazione dei familiari delle persone con disagio psichico è intervenuta per ricordare che da diversi anni protesta per la qualità di quei pasti con diversi documenti pubblicati sul blog www.ilenzuolibianchi.com insieme ai medici dei centri assistenziali che hanno segnalato vari disservizi relativi al servizio mensa.
Per tutta risposta, i vertici dell’Asl hanno prorogato il contratto con la Ristorò, scaduto il 31 marzo scorso, fino alla fine di settembre 2015, imponendo le vaschette provenienti dal centro di cottura della zona industriale di Benevento anche ai malati psichici di Morcone che finora avevano partecipato alla preparazione dei pasti con prodotti della zona, nell’ambito del progetto terapeutico ‘Cotto e mangiato’.
La proroga e l’ampliamento dell’incarico alla Ristorò sono stati motivati dalla necessità di garantire i pasti in attesa di una nuova gara di appalto per il servizio centralizzato perché quella del 2014 non è stata aggiudicata per mancanza di “valide offerte”. Quel bando però, conteneva una condizione inspiegabile infatti, dopo aver precisato che l’appalto del servizio mensa è unico (non divisibile per lotti), e riguarda non solo i centri assistenziali di Benevento, Bucciano, Puglianello, Molinara, Morcone e San Bartolomeo in Galdo, ma anche l’Ospedale di Sant’Agata dei Goti (attualmente servito da altra ditta), l’art.8 prevedeva che “I pasti verranno tutti preparati presso il centro di cottura della ditta aggiudicataria che dovranno essere distanti, dalle strutture Asl, non più di 30 chilometri”.
Non c’è però una località distante trenta chilometri sia da San Bartolomeo in Galdo sia Sant’Agata dei Goti e quindi la ditta aggiudicataria dovrebbe addirittura avere la disponibilità di almeno due centri di cottura per fornire complessivamente 125 vaschette a pranzo e 102 a cena. Appare evidente che in queste condizioni non si troverà mai un soggetto interessato a tale appalto e in grado di garantire pasti adeguati ai lungodegenti. Quindi il servizio mensa affidato dalla Asl alla Ristorò nel 2007, finora sempre prorogato, sarà ancora gestito per chissà quanto tempo dalla ditta della famiglia Barretta-Porcelli, per mancanza di altre “offerte valide”.
L’assurdità del servizio centralizzato è stato più volte segnalata dalla dott.ssa Emma Bianco, coordinatrice dell’ Unità Operativa ‘Provveditorato-Economato’ della stessa Asl, la quale nella determina di proroga d’appalto alla Ristorò scrive: “Con nota, prot. n.17525 del 02.02.2015 e successiva di sollecito del 24.02.2015, questa Uoc sottoponeva all’attenzione del Management alcune criticità relative all’espletamento del servizio di ristorazione e suggeriva per le sedi più disagiate e con un quantitativo di pasti esiguo, come le RR.SS.AA. (assistenza anziani) di Molinara e Morcone e i CC.PP.DD. (centri psichiatrici diurni) di San Bartolomeo in Galdo e Benevento, una soluzione alternativa alla procedura di gara e chiedeva esplicite indicazioni in merito. Ad oggi tali note non sono state riscontrate”.
In attesa che la Asl si decida a spiegare perché nessuno si è accorto delle gravi violazioni contrattuali relative al servizio di fornitura vaschette assegnato e prorogato alla Ristorò – chiosa Corona – ci chiediamo: chi doveva prendere in considerazione le segnalazioni e le proposte della dottoressa Bianco? Quale dirigente dell’Asl insiste per un servizio centralizzato che comporta lo sballottamento per ore di pasti nelle vaschette di plastica? Perché non si organizzano servizi nelle diverse località per fornire pasti decenti agli anziani e ai malati psichici?