Mettendo da parte il derby di Salerno dove è stata data una vera e propria lezione di calcio, con giocate spettacolari e una indiscussa prova di forza, nelle altre tre gare delle quattro di campionato finora disputate, i giallorossi hanno dimostrato grande pragmatismo. Un termine che vuol dire tutto e che può anche significare niente. Nel caso specifico e specie se parliamo di serie B, torneo difficile, lungo, equilibrato e combattuto, è un vantaggio perchè chi ha questa dote riesce ad arrivare quasi sempre fino alla fine della corsa. In effetti il Benevento sta mostrando una buona solidità, fondamentale per chi punta in alto, abbinata all’esperienza dei suoi tanti uomini leader come Maggio, Sau, Volta, Hetemaj, Coda e compagnia. Insomma, nessun adolescente senza barba, ma tutta gente “scafata” che ha fatto gruppo e che sul campo di gioco almeno in queste giornate sta abbinando l’esperienza di saper gestire certi momenti (vedi l’azione del gol contro il Cosenza), al carattere e soprattutto alla voglia di vincere. Quest’ultima abbinata alla rabbia sto notando che è insita in particolare dei vari Caldirola, Viola, Del Pinto, Insigne e compagnia, insomma chi ha vissuto la beffa o meglio il “delitto” della passata stagione con una promozione che non aspettava altro di essere conquistata… Superfluo tornare ad analizzare i motivi. Questa rabbia del vecchio gruppo si è ben sposata con i nuovi arrivati, tutta gente che sa il fatto suo come dimostra il curriculum. Ma attenzione, però, niente esaltazioni o facili trionfalismi perchè il rettangolo verde ha detto che c’è ancora tanto da lavorare e da limare in una stagione che è appena iniziata.

Detto questo, però, dalle ore 17 di ieri sabato, tutti i tifosi della Strega stanno celebrando giustamente la classifica che non aveva mai visto il Benevento al primo posto in serie B. Un altro risultato da incorniciare e che va ad arricchire le numerose belle pagine che si stanno scrivendo in questi ultimi anni e che meriterebbero una partecipazione sicuramente ancora più piena e popolare, ma su questo aspetto tutti e sottolineo tutti devono interrogarsi e cercare di migliorarsi. 

In tema di celebrazioni non si può mettere in risalto, al di là dell’esultanza stile Champions dopo il gol nella finale, l’effetto Inzaghi… O meglio si dovrebbe definirla la “zona Inzaghi” che in passato o meglio nel calcio viene denominata Cesarini. I minuti di recupero portano bene all’ex milanista e credo che anche questo sia un segno del destino. Proprio durante gli extra-time le svolte. A Pisa, prima giornata, gara bruttissima, durante l’ultimo secondo dei sei minuti di recupero rigore per i toscani. Dal dischetto il capocannoniere del campionato Marconi si fa ipnotizzare da Montipò. Inzaghi evita la sconfitta, i primi processi perchè il Benevento era reduce dal ko interno col Monza e dal paradossale pareggio di Vasto (3-3) contro un club di D, ma soprattutto ritrova il portiere che era messo in discussione e sfiduciato, ma anche nuovi stimoli dei suoi. Poi, storia recente, quella di ieri contro un ostico Cosenza che grazie alla ragnatela di centrocampo aveva imbrigliato i giallorossi, che speriamo sia servito da lezione, non possono assolutamente giocare con due centrocampisti ma hanno bisogno sempre di un terzo sia pure truccato da esterno (vedi Tello). Il gol o autogol di Armenteros o Sciaudone è una manna dal cielo. Un segnale che lassù oltre a Carmelo Imbriani, Ciro Vigorito e tanti tifosi morti di fede giallorossa c’è qualcuno che ci ama. Faccio mia la frase tanto di moda in queste ore che sono bei segnali ed aggiungo e concludo che bisogna saperli sfruttare al meglio e trarre profitto anche dalle lezioni che arrivano e quindi migliorare. Martedì c’è già il Pordenone, ma questi momenti continuiamo a goderceli, tutti insieme… Come sarebbe bello fermare il tempo anche perchè lassù si respira un’aria bellissima.