Dopo il successo sul Casarano, Floro Flores analizza con lucidità la prestazione dei suoi, elogiando la qualità del gruppo ma sottolineando ciò che ancora manca per compiere il definitivo salto di qualità.
«L’unico difetto che può avere questa squadra è l’allenatore, che è troppo esigente. Voglio sempre di più, sono pignolo su ogni dettaglio. Se devo trovare un aspetto su cui lavorare è la cattiveria nel primo tempo: quando capita un’occasione, per la squadra che siamo e per i giocatori che abbiamo, pretendo di più».
Il tecnico chiarisce che le sue richieste non sono eccessive, ma calibrate sulle reali potenzialità della rosa:
«Pretendo di più perché so che lo hanno. Non chiedo nulla che non possano fare, altrimenti non lo chiederei. Questa è una squadra con qualità immense e voglio che sia più cattiva sotto porta, più cattiva quando serve, perché queste partite possono nascondere insidie».
Nel corso della gara il Benevento ha cambiato assetto più volte, confermando grande duttilità. A chi chiede se in futuro si potrà vedere anche il 4-3-3 a gara in corso, la risposta è netta:
«Sì, si può fare tutto. L’ho detto dal primo giorno: questa è una squadra che può giocare 3-5-2, come ha dimostrato nel secondo tempo, 3-4-3, già conosciuto con mister Auteri, ma anche 4-3-3 e 4-2-3-1».
Flores sottolinea la ricchezza tecnica della rosa:
«In ogni reparto ci sono giocatori di qualità e di livello. Per un allenatore è un bene enorme. Io mi sento fortunato e l’ho sempre detto dal primo giorno».
Il tecnico aggiorna anche sulle condizioni dell’esterno Pierozzi, uscito acciaccato:
«Pierozzi ci ha provato, voleva esserci, ma ha avuto un’elongazione. Onestamente non lo so se potrà esserci per Siracusa, queste valutazioni spettano ai medici. Io già faccio fatica a fare l’allenatore, se faccio pure il medico diventa dura. Però c’ è Romano che ha disputato una grande partita».
E aggiunge, con un sorriso:
«Adesso ha anche un concorrente in più, quindi sa che lo aspettiamo e che abbiamo bisogno di lui».
Infine, niente calcoli e nessun interesse per i risultati altrui:
«Ogni partita è importante. Non sappiamo cosa succede a Trapani o altrove, ma non dobbiamo guardare gli altri. Io sono abituato a guardare me stesso e la mia squadra».
Chiusura nel segno della concentrazione totale:
«Ho già tanti pensieri per decidere chi mandare in campo. Pensare alle altre squadre non mi interessa. Sono contento per noi, le altre sono problemi loro».












