Dopo nove mesi dalle denunce di Altrabenevento sulla presenza di tetracloroetilene nei pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni che forniscono acqua ai rioni Ferrovia, Libertà e Centro storico, gli esami effettuati dall’ARPAC, da Gesesa e dalla società ARTEA incaricata dal Comune, hanno confermato che il pericoloso inquinante è presente costantemente nella falda della piana di Benevento con concentrazioni superiori alla Soglia di Contaminazione (1,1 microgrammi/litro) stabilita dalla Tabella2, Allegato5, parte IV del D.Lgs.n.152/06;

Addirittura alla fine di luglio, in uno dei pozzi appositamente scavati, vicino a quello di Campo Mazzoni e alla stessa profondità di quello usato dalla Gesesa per fornire acqua al rione Libertà, sono state accertate concentrazioni di tetracloroetilene pari a 5 microgrammi/litro e per tale motivo l’ARTEA srl ritiene che sia stata superata anche la Soglia di Rischio.

Il Comune di Benevento, proprietario dei pozzi contaminati e la GESESA, gestore del servizio idrico continuano a ripetere che l’acqua è potabile (limite per il tetracloroetilene (10 microgrammi/litro previsto dal D.Lgs 31/2001 e quindi ritengono che si devono solo effettuare ulteriori controlli.

Invece Altrabenevento e il Comitato per la Qualità dell’Acqua insistono nel chiedere che siano applicate le norme per la messa in sicurezza, ai sensi dell’art. 240 D.Lgs 152 del 2006 Testo Unico Ambientale, e quindi che siano chiusi i pozzi contaminati (mai autorizzati), anche in via cautelare a difesa della salute pubblica.

 

Anche della messa in sicurezza nei pozzi si doveva discutere nella Conferenza dei Servizi di ieri ma non è stata assunta alcuna decisioni perché l’ARPAC ha chiesto un rinvio sostenendo di non aver avuto il tempo di esaminare la relazione di ARTEA presentata a luglio con la indicazione di ulteriori esami. Questa motivazione, fornita ufficialmente, è inaccettabile: i funzionari dell’ARPAC che hanno avuto il tempo di effettuare altri controlli sulla presenza di tetracloroetilene nei pozzi privati vicini a quella della GESESA, non hanno avuto il tempo di esaminare una relazione sulla situazione di emergenza dovuta alla contaminazione della falda? ARPAC, servizio pubblico fondamentale per la protezione ambientale, deve spiegare i motivi dell’assenza e soprattutto deve rendere noti i risultati degli esami effettuati insieme alla Provincia ai pozzi privati del rione Ferrovia.   

Proprio la mancanza di informazioni precise ai cittadini da parte degli Enti e delle autorità competenti caratterizza la “vertenza” avviata da Altrabenevento per la qualità dell’acqua.  Il Comune non ha istituito la pagina speciale sul suo sito (chiesta dalla Regione e dal Prefetto) per informare i cittadini e non ha pubblicato neppure l’ultima relazione di ARTEA; la GESESA pubblica i risultati relativi alla presenza di tetracloroetilene nelle acque profonde ma fa riferimento ai valori per l’acqua in superficie; la Provincia “presume” che i pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni siano stai autorizzati ma non trova i documenti; la ASL sostiene di aver controllato varie volte la qualità dell’acqua fornita ai cittadini ma non ha mai pubblicato i dati.

Altrabenevento e Comitato per la Qualità dell’Acqua, con l’aiuto dei Medici per l’Ambiente, sosterranno le richieste dei cittadini, soprattutto soggetti deboli (anziani, bambini, donne incinte), al Ministero della Salute per verificare gli eventuali danni subiti a seguito dell’utilizzo prolungato di acqua contaminata da tetracloroetilene e suoi derivati. Da questa sera gli utenti GESESA dei rioni Ferrovia, Libertà e Centro Storico possono firmare la richiesta di riduzione del 50% della tariffa per i servizio idrico considerato che la qualità dell’acqua servita, cioè quella dei Pozzi Pezzapiana e Campo Mazzoni,  è sicuramente inferiore a quella del Biferno riservata alla parte alta della città.