Turismo? C’è chi viaggia in bici, ma con divieti e senza strategie il Sannio resta fuori, le parole di Fragnito

fragnito_alessioLettera aperta di Alessio Fragnito al Sindaco di Benevento sulla questione turismo in bicicletta e mobilità sostenibile. Il presidente dell’associazione Benevento Longobarda’ elenca undici buoni motivi affinchè il sindaco Clemente Mastella ritiri l’ordinanza di divieto di transito alle bici nella zona a traffico limitato di corso Garibaldi:

Recentemente ho compiuto un viaggio in bicicletta da Bruxelles a Benevento, percorrendo 2650 km lungo l’itinerario europeo ‘EuroVelo 5’, noto come ‘Ciclovia Romea Francigena’, attraverso Belgio, Lussemburgo, Germania, Francia, Svizzera e Italia. Sono partito da Bruxelles perché ho partecipato ad un seminario sul cicloturismo indetto dalla Federazione Ciclistica Europea, visto che era mia intenzione capire come incentivare il turismo legato alla bicicletta nella nostra provincia. Ogni anno, infatti, circa 27 milioni di europei vanno in vacanza in bicicletta e molti di loro vorrebbero venire a portarci un po’ di soldi, ma per farlo è necessario che le amministrazioni locali mettano in piedi delle strategie ben definite. Il mio viaggio è stata un’esperienza stupenda, rovinata solo dal mio rientro: giunto a Benevento noto un cartello di divieto all’inizio del Corso Garibaldi. Inizialmente ho pensato ad uno scherzo, ma poi mi sono reso conto che è tutto vero: il Sindaco ha interdetto il passaggio delle biciclette lungo una Zona a Traffico Limitato. Se l’avessi detto ai cicloturisti europei, nessuno di loro mi avrebbe creduto.
Prima di invitare i ciclisti beneventani ad una “battaglia” per reclamare il diritto ad una mobilità sostenibile, vorrei spiegare perché il Sindaco Mastella deve ritirare l’ordinanza di divieto di transito alla biciclette nella zona a traffico limitato di Corso Garibaldi. Ecco alcuni motivi:

1- I VERI CICLISTI NON SONO PERICOLOSI
I sostenitori del divieto affermano che le bici “sono pericolose” ma questo non è affatto vero. Le biciclette “vere” (ovvero quelle non elettriche e quindi senza pedalata assistita) possono circolare a 8 o 9 km/h senza essere pericolo per nessuno. E’ infatti il ciclista a decidere la velocità della bici, in base alla sua preparazione atletica, e di solito i ciclisti “veri” evitano di passare lungo il Corso Garibaldi quando questo è affollato. Del resto il Codice della Strada obbliga il ciclista a scendere dalla bici in caso di strada affollata, inoltre il limite di 10 km/h che è già presente lungo il Corso induce ulteriormente a moderare la velocità. Viceversa le automobili e i tir che attraversano il Corso spesso lo fanno ad una velocità superiore ai 10 km/h. Se c’è qualche ragazzino che ha noleggiato una bici elettrica e si diverte a “correre” lungo il Corso allora i vigili devono fermarlo, multarlo ed eventualmente sequestrare la bici. Non si capisce perché se ci sono 3 o 4 indisciplinati che corrono con le bici elettriche si debba proibire l’uso delle bici a tutti, è come se si decidesse di chiudere la Telese-Caianello alle automobili perché c’è qualche automobilista che corre e che diventa un pericolo per gli altri. Del resto sulla Telese-Caianello ogni tanto muore qualcuno mentre mai nessuno è morto o è stato ferito perché investito da una bici lungo il Corso.

2- CHI NON RISPETTA LE REGOLE CONTINUERA’ A NON RISPETTARLE
Le persone indisciplinate che sfrecciano lungo il Corso in sella a bici elettriche non rispettano le regole che già esistono (limite di 10 km/h e obbligo di portare la bici a mano in caso di strade affollate) e quindi non si capisce perché queste stesse persone dovrebbero iniziare a rispettare il nuovo divieto di transito. Chi non rispetta le regole continuerà a non rispettarle. Il Sindaco in tal modo segue il principio “colpirne cento per educarne uno”, concetto completamente antidemocratico che appartiene alle società assolutistiche.

3- LA BICICLETTA NON INQUINA E BENEVENTO E’ TRA LE CITTA’ PIU’ INQUINATE D’ITALIA
Il divieto è di fatto un disincentivo all’uso della bicicletta ed un incentivo all’uso dell’automobile, eppure Benevento è una delle città più inquinate d’Italia e l’unico veicolo che davvero non inquina è proprio la bicicletta, per cui l’Assessore alla Mobilità e quello all’Ambiente dovrebbero protestare contro questa ordinanza, perché produrrà maggiore inquinamento dell’aria e peggioramento della salute dei cittadini, in particolare dei bambini, i quali sono maggiormente soggetti alle polvere sottili che aleggiano sulla città.

4- IL CORSO GARIBALDI FA PARTE DELL’ EUROVELO 5 E QUESTO DIVIETO E’ CONTRO LO SVILUPPO DEL TURISMO IN CITTA’
Il Corso Garibaldi è parte integrante del percorso ciclabile europeo EuroVelo 5 e del percorso ciclabile nazionale BicItalia 3, entrambi conosciuti come “Ciclovia Romea Francigena”, che attualmente porta nel Sannio qualche centinaia di cicloturisti stranieri all’anno. In particolare l’EuroVelo 5 parte da Londra e termina a Brindisi, passando per Benevento, dove appunto si incontrano i diversi percorsi delle cosiddette “vie francigene del Sud” che attraggono sempre più turisti. Il divieto costringerà la Federazione Ciclistica Europea a rivedere l’itinerario per cui i tanti cicloturisti stranieri dovranno passare altrove, con ricadute negative sul turismo locale. E’ assurdo che chi sostiene di voler incentivare il turismo poi di fatto cerca di impedire che il turismo si sviluppi.

5- SONO CENTINAIA I BENEVENTANI CHE USANO LA BICI PER ANDARE A LAVORARE, SVOLGERE COMMISSIONI, ACCOMPAGNARE I FIGLI A SCUOLA E ANCHE IL SINDACO L’HA USATA DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE
Sono sempre più numerosi i beneventani che usano la bici al posto dell’automobile, per cui tale divieto va a colpire la quotidianità di centinaia di persone, le quali non si sono mai macchiate del delitto di “sfrecciare” lungo il Corso ma vorrebbero continuare a vivere come meglio credono. Cosa devono fare queste persone? Vendere la bici e comprare un’automobile? Non si rende conto il Sindaco che in questo modo sta ledendo il diritto delle persone a vivere in maniera più salutare? Perché centinaia di beneventani devono cambiare il proprio stile di vita? Non sa il Sindaco che queste persone potrebbero ricorrere al tribunale de L’Aia? Perché qui parliamo di lesione dei diritti personali degli individui. Inoltre abbiamo notato più volte il Sindaco Mastella in sella a bici elettriche durante la campagna elettorale e quindi la domanda nasce spontanea: perché quando serviva in campagna elettorale la bici elettrica andava bene e adesso invece è un pericolo?

6- NON ESISTONO PERCORSI CICLABILI URBANI ALTERNATIVI AL CORSO
Per andare al lavoro o svolgere commissioni, i ciclisti sono costretti ad usare il Corso Garibaldi perché non ci sono percorsi ciclabili urbani alternativi, nonostante siano disponibili da anni ingenti fondi per la realizzazione di piste ciclabili urbane. Pedalare lungo via del Pomerio è infatti pericoloso perché, nonostante i divieti, ci sono decine di automobilisti che sfrecciano nelle corsie riservate agli autobus, diventando un vero pericolo. Eppure l’indisciplina degli automobilisti a Benevento viene ampiamente tollerata dai vigili urbani i quali ora vorrebbero essere intransigenti con i poveri ciclisti.

7- USARE LA BICI FA BENE ALLA SALUTE, USARE L’AUTOMOBILE DANNEGGIA LA SALUTE
Tutti i medici consigliano agli anziani di usare la bicicletta per migliorare le prestazioni del cuore e vivere più a lungo. Chi usa la bici sta fisicamente meglio, chi invece usa sempre e solo l’auto e non fa attività fisica soffre di diversi problemi, tra cui obesità, colesterolo alto, scarsa efficienza polmonare, etc. Nelle nazioni dove si usa di più l’auto, l’obesità è più alta (vedi USA e Italia e in particolare Napoli e la Campania, dove c’è la più alta percentuale di obesità infantile) mentre invece dove si usa di più la bici, le spese sanitarie nazionali si riducono fino al 60%, come dimostrato dall’esempio della Danimarca. A questo si aggiunge lo “stress” che gli automobilisti accumulano ogni giorno e che invece è pressoché sconosciuto dai ciclisti, i quali sono più sani e più felici degli automobilisti. Un Sindaco che ha davvero a cuore la salute dei propri cittadini dovrebbe quindi incentivare l’uso della bicicletta, soprattutto per bambini ed anziani.

8- ESISTONO ATTIVITA’ LOCALI CHE NOLEGGIANO LE BICI ELETTRICHE
Come tutti sanno sono sorte negli anni delle attività commerciali che noleggiano bici elettriche e che si uniscono alle attività che le vendono. Questo divieto è un colpo basso a queste attività, le quali vedranno calare i propri guadagni e saranno costrette a chiudere o a licenziare personale. Eppure basterebbe recarsi da chi noleggia le bici e farsi aiutare per debellare il fenomeno dei “ciclisti che corrono lungo il Corso”.

9- SE TI INVESTE UNA BICI NON TI FAI NIENTE MA SE TI INVESTE UN’AUTOMOBILE MUORI
Cerchiamo di essere seri: la bicicletta non uccide, l’automobile invece sì. Ogni giorno, solo in Italia, muoiono 3 ciclisti perché investiti da automobili. Quindi la realtà è esattamente l’opposto di quello che vogliono raccontarci: è l’automobile ad essere pericolosa, non la bicicletta. L’Istat infatti ci ricorda che nel 2013 sono morti 3.385 italiani in seguito ad incidenti provocati dalle automobili (in Europa ne morirono oltre 20.000) mentre i feriti furono 257.421 (solo in Italia e solo nel 2013). Mi sapete dire quanti morti e feriti ci sono stati in Italia perché investiti da una bici? Quindi è l’automobile ad essere pericolosa, non la bicicletta.

10- NON RISULTANO INCIDENTI PROVOCATI DAI CICLISTI LUNGO IL CORSO GARIBALDI
Non credo di poter essere smentito ma a me non risultano incidenti provocati dai ciclisti lungo il Corso Garibaldi negli ultimi 10 anni, ovvero da quando è diventata zona a traffico limitato. Viceversa negli ultimi anni tanti beneventani sono morti perché investiti dalle automobili (come ad esempio il rimpianto professore Cocca) senza che gli automobilisti pagassero qualche conseguenza penale per la loro morte.

11- NON SI POSSONO COSTRINGERE LE PERSONE A CAMBIARE STILE DI VITA
Io non cambierò il mio stile di vita. Non comprerò un’automobile, non inizierò ad inquinare la città per andare a lavoro, continuerò ad muovermi con la mia bicicletta e se i vigili vorranno farmi una multa io la pagherò, ma chiederò con forza la stessa intransigenza nei confronti di quanti parcheggiano l’auto in seconda fila o alle fermate dell’autobus, nei confronti dei frontisti che consegnano lungo il Corso senza autorizzazione e fuori dagli orari stabiliti, a costo di presentare un esposto al giorno per “omissione di atti d’ufficio” nei confronti del Comando dei Vigili Urbani e mi auguro che i tanti ciclisti indignati facciano lo stesso. Ripeto: io non cambierò stile di vita, preferisco cambiare città.

Mi auguro che il Sindaco revochi subito questa ordinanza, ma se ciò non dovesse accadere, allora invito già da oggi tutti i ciclisti beneventani (ma anche gli avellinesi che ogni domenica giungono in città per consumare qualcosa presso i bar del Corso) ad assediare pacificamente il prossimo consiglio comunale, portando le proprie biciclette sotto Palazzo Mosti, in modo da dare il via ad una lunga “battaglia di civiltà” che mi auguro possa concludersi con la sconfitta della stupidità.

 

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