Sburocratizzare l’agricoltura, se ne parla alla Cia Benevento

CIA-bandiereSemplificare la vita delle imprese agricole a favore dello sviluppo economico del territorio. Alcune delle novità sul tema, previste nel decreto Campo Libero, saranno illustrate da Cia – Confederazione Italiana Agricoltori, Cia, come risultato di un costante lavoro di relazione con il Ministero per le Politiche Agricole, oggi alle 18 presso la sede Cia di Benevento in via delle Puglie 34.

La portata delle novità previste in decreto la spiegano i numeri del comparto che, in Campania, conta oltre 140 mila imprese agricole e che con l’agroalimentare contribuisce in misura del 14 % al pil regionale. Gestire una impresa agricola può essere complicato alla luce delle numerose novità normative previste dalla Comunità Europea. E gli adempimenti burocratici possono diventare un freno per l’economia rurale.

Alcune delle novità e delle semplificazioni ottenute, grazie al lavoro della Cia, saranno illustrate nel corso dell’appuntamento al quale intervengono Corrado Martinangelo, segreteria particolare del Ministero per le politiche agricole il presidente ed il direttore della Cia Campania , Alessandro Mastrocinque e Mario Grasso, il presidente della Cia di Benevento, Raffele Amore e Angelo MarCiano, dirigente del corpo forestale.

Un primo risultato a favore delle imprese agricole riguarda le bruCiature dei residui vegetali e degli scarti delle potature: con l’emanazione della legge sullo smaltimento e riuso dei rifiuti, il Governo (recependo le direttive comunitarie) ha di fatto messo in crisi l’ intero comparto agricolo bloccando una pratica agronomica diffusa , quella della bruCiature delle potature.

“La Cia ha lavorato fortemente affinché il Ministero modificasse il provvedimento normativo prevedendo che per gli scarti e per i residui vegetali ,con ordinanza dei Sindaci e secondo le regole della Regione , si possano effettuare le bruCiature. Ed inoltre la Cia ha anche ottenuto l’ inserimento delle bruCiature nel decreto “Campo libero”, in approvazione nel consiglio dei ministri entro la fine di maggio, “ ha dichiarato il Presidente della Cia, Alessandro Mastrocinque.

Ma non è ‘unico recente risultato ottenuto dalla Cia, infatti circa il registro dell’olio, il governo italiano, recependo la direttiva comunitaria e con l’ emanazione di una circolare, obbligava tutti i produttori di olio di oliva ad un ulteriore adempimento amministrativo con il registro di carico e scarico dell’olio, mettendo in crisi tante piccole aziende produttrici : grazie al lavoro portato avanti dalla Cia nel decreto “Campo libero” sono obbligati a tenere il registro solo le imprese che producono più di 5 quintali di olio.
“Tra gli obiettivi che poniamo al centro del nostro lavoro c’è la diminuzione del gap che le imprese campane hanno nei confronti delle imprese di altri territori ?sui mercati”, ha detto Mario Grasso, direttore della Cia campana.

“Lo recuperiamo attraverso una organizzazione diversa, con la capacità di fare sistema tra imprese del comparto e con gli enti, ma anche aggregando, allo stesso tempo servizi, vale a dire realizzare economie di scala per essere più competitivi sui mercati”.

“Ecco perché la Cia sta proponendo lo sviluppo, in tutti i comparti produttivi, di Organizzazioni di prodotto e le reti di imprese – ha aggiunto Grasso – anche perché la nuova programmazione comunitaria prevede un obiettivo specifico per questi soggetti”.

“La Confederazione italiana degli Agricoltori, lavora costantemente con le Istituzioni per favorire e facilitare il lavoro delle imprese agricole – ha detto il Presidente della Cia di Benevento, Raffaele Amore – Oltre alle soluzioni da noi proposte ed attivate, ci sono le proposte; come quella di creare un nuovo rapporto tra città e campagne con la nuova programmazione. Per i territori rurali ci deve essere la capacità degli enti di proporre dei piani operativi che riguardano intere aree, superando anche i limiti provinCiali e a volte regionali, e che prevedano di realizzare opere infrastrutturali per il miglioramento della qualità della vita e che rendono più fruibili e vivibili le aree rurali”.

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