San Giorgio del Sannio, giovane disabile maltrattato e derubato della pensione

Al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Benevento hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice presso le indagini preliminari del Tribunale di Benevento, nei confronti di due persone conviventi di San Giorgio del Sannio.

I due (53 anni lui e 49 anni lei) sono accusati di sequestro di persona, maltrattamenti e circonvenzione di incapace. Disposto, dal giudice delle indagini preliminari, anche il sequestro preventivo del conto corrente cointestato agli indagati sul quale sono accreditati i ratei pensionistici spettanti al giovane disabile vittima di quanto accaduto e ora ospite di un centro di assistenza.

Le indagini, partite lo scorso ottobre, hanno consentito di accertare, quanto ipotizzato in termini di reato. La vittima, come anticipato, una persona affetta da “ritardo mentale con gravi disturbi della condotta”, conviveva insieme agli indagati dal 2015 e secondo la Procura, al giovane, “venivano sottratte le somme a spettanti a titolo di pensione d’invalidità”. Le indagini hanno consentito di accertare che gli indagati “costringevano il giovane – scrive il procuratore Aldo Policastro – a svolgere l’attività non autorizzata di parcheggiatore a San Giorgio del Sannio, per poi sottrargli il ricavato. La povera vittima era tenuta in uno stato di assoluta soggezione, anche attraverso continue minacce di percosse e lesioni”. Secondo la Procura “i due indagati avevano relegato il giovane in un piccolo deposito in lamiera adibito a ricovero attrezzi,( successivamente sottoposta a sequestro per illeciti di carattere urbanistico) posto all’esterno del cortile della loro abitazione, senza finestre e servizi igienici, dotato di un lucchetto esterno che, in alcune occasioni e per le ore notturne, gli indagati serravano, privando, di fatto, della libertà personale il malcapitato. Inoltre, “i Carabinieri hanno rinvenuto, durante un controllo, nella capanna di lamiera la persona offesa adagiata su di una branda con il solo conforto di una sottile trapunta, pur in costanza di disagevoli situazioni metereologiche”. Il procuratore ha anche spiegato che “il trentasettenne subiva e reagiva con l’innocenza di un bambino, per le sue condizioni psichiche, ai continui rimproveri e vessazioni nonché agli sfruttamenti posti in essere dagli indagati. Costretto a fare il parcheggiatore anche nelle giornate piovose senza alcun riparo, sotto il controllo a distanza dei due aguzzini, la vittima era del tutto incapace di sottrarsi alla situazione di ‘quasi schiavitù’. In alcuni frangenti i due indagati addirittura minacciavano la persona offesa di spezzarle le gambe e di percuoterla con un bastone, qualora non avesse obbedito ai loro turpi ordini”.

 

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