Salute. Valvola mitralica e tricuspide, la realtà e il futuro

IMG_1631La Fondazione di Ricerca e Cura Giovanni Paolo II, lo scorso 17 giugno, ha indetto a Campobasso un importante convegno per discutere sulle valvole cardiache, ma soprattutto per presentare le nuove tecniche di intervento per riparare le valvole. La rapida evoluzione delle tecnologie rende necessaria una stretta collaborazione tra gli esperti. Ospiti sono stati i massimi specialisti delle patologie cardiache.

Nel programma del convegno era prevista l’illustrazione delle nuove diagnosi, le terapie e soprattutto le tecniche più avanzate. Le malattie cardiovascolari rappresentano una delle principali cause di morte nei Paesi industrializzati e purtroppo sono destinate a crescere per l’aumento della longevità. Molti e noti sono i fattori eziologici che aumentano la probabilità di insorgenza della malattia. Chi non sa che il fumo, il sovrappeso o lo scarso movimento sono i principali fattori di rischio? Ma è anche vero che modificando lo stile di vita, modificano anche questi fattori. Ma a volte non basta la buona volontà e l’impegno, ma la salvezza viene solo da un intervento chirurgico, una speranza per tanti malati affetti da malattie invalidanti, non solo nel corpo, ma anche nello spirito. Il malato spesso si sente vittima di una situazione senza via di uscita, tende ad isolarsi e perde la gioia di vivere, alla ricerca , a volte faticosa, di qualcuno che lo salvi. Una buona relazione tra il medico e il paziente può fare la differenza alla risposta alla sfiducia, allo stress e al malessere in generale, quando diventano un unicum nella lotta alla malattia, quando viene colta la valenza tra l’aspetto umano e quello clinico; in questo caso la medicina o l’intervento rappresentano un regalo che riporta alla vita, a una seconda vita. Importante è individuare l’obiettivo, un modello educativo per apprendere strategie di insegnamento-apprendimento efficaci. La sinergia tra il paziente e il medico si avvale di conoscenze e competenze da una parte e di fiducia e collaborazione dall’altra. Spesso il paziente è stato visitato da più medici in una frammentazione delle conoscenze che diventa molto pericolosa e sfiduciante. E’ compito del buon medico ricomporre intorno al paziente le notizie disarticolate, in un unico discorso armonico e soprattutto globale.

Andiamo incontro, negli anni prossimi, ad una popolazione sempre più anziana e quindi fragile e complessa. La complessità della diagnosi può essere superata solo con un lavoro di equipe medico- chirurgica, contraddistinta dalla partecipazione e collaborazione tra loro di più medici e sanitari, che interagiscono per il raggiungimento di un obiettivo comune. Nell’illustrare le varie tecniche interventistiche, sempre più evolute e rapide si percepisce chiaramente che le scoperte recenti hanno completamente superato le aspettative dei medici e dei pazienti: si parla di “ a cuore battente” , di “anestesia locale” di “tecniche micro invasive”. Dei ricami eseguiti da mano estremamente esperte. Nel convegno, tra cardiochirurghi e cardiologi, in questo panorama di straordinaria rilevanza, spiccano due figure, due persone, non solo medici.

Marriel Jessup, discendente orgogliosa dei 102 coloni che nel 1620 salparono da Plymouth a bordo della Mayflower ed approdarono in America dopo due mesi di una traversata durissima. Il coraggio trasmesso evidentemente dagli antenati , deve averla aiutata a superare enormi sacrifici ed ostacoli, in un mondo di lavoro e ricerca, che rimane ancora privilegio degli uomini. Ma la dottoressa Jessup ha dimostrato coraggio e determinazione che, come dice un suo collega, pare che solo le donne abbiano.

Carlo Maria De Filippo, il padrone di casa, ha eseguito dal vivo un intervento per riparare una valvola mitralica, con una tecnica innovativa , con l’utilizzo di neocorde e una terapia chirurgica poco invasiva. Più o meno era questo il concetto.

Due persone dicevo. Il dottore De Filippo, oltre a una non scontata preparazione e professionalità, segue i suoi pazienti con dedizione e passione, senza molte ed inutili parole, quasi da apparire scostante e brusco. Ti accorgi che è essenziale e sicuro e ti ispira la sicurezza di cui hai bisogno in momenti critici. Sembra che l’ospedale sia la sua seconda casa ( o la prima?), per la sua presenza costante e preziosa, per i malati e i colleghi più giovani. Lo sconforto della persona malata proviene soprattutto dall’essere trattata con indifferenza, freddezza, incomunicabilità. E’ importante per il medico, non solo l’esame clinico, ma anche ascoltare e parlare col paziente. L’umore condiziona la salute, è noto.

E’ questa la figura del nuovo medico, che tutti ci auguriamo? Preparato, disponibile, senza mai trascurare la persona. Una persona quindi tra altre persone.

Lidia Santoro

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