Riproduzione assistita, Sel denuncia: “L’ospedale Rummo taglia del 60% il badget”

Lorenzo-Cicatiello“Mentre la consulta smantella la legge 40 – scrivono Lorenzo Cicatiello, Segretario proviciale Sel Benevento, e Federica De Nigris, segreteria provinciale Sel Benevento – che tanti paletti ha posto e continua a porre riguardo la procreazione medicalmente assistita, a Benevento si rischia di fare un grande passo indietro nel garantire i diritti riproduttivi dei cittadini e delle cittadine. La dirigenza dell’Ospedale Rummo punta a tagliare del 60% il bugdet dell’Unità Operativa di Riproduzione Medicalmente Assistita, vista anche la riduzione della rimessa finanziaria regionale destinata all’azienda. Il colpo sarebbe letale per un dipartimento di eccellenza dell’Ospedale che ha visto negli ultimi anni accorrere migliaia di coppie non solo dalla provincia (è infatti l’unica struttura pubblica ad offrire questo servizio), ma anche dall’intera regione, visti gli alti livelli di successo raggiunti nelle pratiche di riproduzione medicalmente assistita. Con un taglio del genere le liste d’attesa, che già oggi risultano essere di circa un anno, si allungherebbero di molto, e resterà difficile garantire i livelli di cura raggiunti. Tutto ciò metterà a repentaglio l’esistenza stessa del dipartimento, costringendo i pazienti a rivolgersi a strutture convenzionate fuori regione o private.

Riconosciamo la necessità di compiere dei tagli all’interno della struttura sanitaria, e tuttavia riteniamo gravissimo operarne uno così profondo ad un solo dipartimento, dilapidando così la ricchezza che il lavoro di questi anni ha prodotto.

Chiediamo dunque al Direttore generale, Nicola Boccalone, di rivedere il piano dei tagli in modo che questo non gravi eccessivamente su un solo reparto o settore, al fine di mantenere il più possibile gli stessi livelli di lavoro, professionalità e cura del passato per l’intera struttura.
Da parte nostra, nei prossimi giorni chiederemo, con il nostro Segretario regionale, un incontro con il Commissario ad acta per la prosecuzione del piano di rientro del settore sanitario, per discutere della necessità di garantire il diritto di accesso alle cure dei cittadini beneventani e campani.
La necessità di ridurre le spese non può compromettere il diritto alla salute”.

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