Quale futuro per i bimbi che attendono una famiglia? Riflessione sulle adozioni

AdozioniContinuano gli sbarchi di clandestini sulle coste italiane. Con gli adulti arrivano anche bambini, piccoli, molto piccoli e spesso senza genitori o perché per salvarli, con i soldi racimolati a fatica, hanno preferito lasciar partire loro nella speranza di una vita migliore o perché hanno preferito morire in mare pur di salvare i loro figli. Questi bambini, accolti nei centri di accoglienza sono smarriti e privi di quella sicurezza che solo la vicinanza di una mamma o un papà può dare. Che futuro potranno avere dunque questi bimbi soli soli? Oltre a questi bambini ce ne sono tanti altri che, se pur non vengono da così lontano, vivono comunque un dramma. Sono i bimbi delle case famiglia, in perenne attesa della maggiore età o di genitori che diano loro una famiglia. Ci sono poi bimbi che vivono nelle zone di guerra o in estrema povertà, bimbi soldato, bimbi sfruttati… Infinita la lista dei bimbi che soffrono e che come solo desiderio hanno quello di una infanzia felice!

Di contro ci sono molti papà e mamme ‘in pectore’ che desidrano un figlio e che hanno tanto amore da dare.
Mi chiedo, dunque, perché non facilitare la via delle adozioni? Perché non dare un futuro a questi bambini che futuro non hanno? Si fanno molte leggi, utili per carità, ma quale legge è più utile, più sana, più bella e più generosa di quella che permette ad un bambino di avere un papà e una mamma e a due genitori di donare amore ad un figlio?
Senza dubbio sono necessari controlli per verificare l’idoneità degli aspiranti genitori a diventare tali per verificare la stabilità della coppia ed i loro requisiti, ma tutti questi giusti controlli non possono bloccare il già difficile iter delle adozioni per anni, non si può far passare tanto tempo mentre i bambini crescono in case famiglia o centri di accoglienza. Essi hanno bisogno di amore, protezione e guide, ma tutto questo, nonostante il lavoro splendido di tanti operatori, non è possibile garantirlo nei centri.
La legge tutela il minore e fa ciò che è meglio per il minore, ma – mi chiedo – il meglio cos’è?
Di certo non lo è la precarietà o l’incertezza del futuro.
Questi bambini sono affamati d’amore e c’è chi può sfamarli.
Mi auguro che questo tanto decantato ‘governo del fare’, oberato di tanto lavoro su tante tematiche urgenti e necessarie, trovi il tempo per operare anche in questo senso e a favore di una risoluzione più rapida delle adozioni. D’altro canto mi auguro che gli organi competenti vigilino con zelo quelle tante adozioni lampo che si concretizzano, invece, previe conoscenze ed esborsi di denaro.
Per migliorare una società, si deve partire anche da questo!

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