A pranzo coi lupi

pranzo lupiE’ il derby di tutti, inutile nasconderlo. Benevento-Avellino è la rivalità nella quotidianità delle cose, delle azioni. Delle relazioni, oseremmo dire. Capita spesso di attraversare lo Stretto di Barba, imboccare il raccordo autostradale, varcare il confine che separa l’Irpinia dal Sannio. Ogni giorno ha luogo un interscambio di idee, opinioni, sensazioni che nel calcio non trova terreno fertile. Lì no, non esistono compromessi: o sei giallorosso o sei biancoverde. O sei uno stregone o sei un lupo. Concetti, questi, tramandati di generazione in generazione a suon di gol e falsa indifferenza. Da una parte si sostiene che l’unico vero derby sia quello con il Napoli, si decanta la serie A. Dall’altra si ricordano i gol che hanno scritto pagine di storia, seppur in categorie inferiori come la vecchia serie C. Come dimenticare quello di Carmelo Imbriani, dritto all’incrocio in un Partenio rimasto di sasso. O i sigilli di Marchi e Marotta, nell’acquitrino dello stadio avellinese. Ecco, ai giovani tifosi giallorossi manca forse una perla casalinga, quel gol nello scenario del Vigorito da utilizzare come sfondo del proprio smartphone. Manca qualcosa che colleghi il passato al futuro scatenando un turbinio di emozioni simili a quelle del gol di Carmelo al Partenio. La speranza dei tifosi sanniti è che in un anomalo primo maggio dedicato al calcio ci sia spazio per qualcosa di questo genere. Il 25 aprile, più che una Liberazione, ha tenuto nuovamente incatenato il Benevento alle solite paure e agli abituali timori. Il Cesena ha approfittato della sua fragilità mentale, lo ha fatto a pezzi. Ha disintegrato anche le ultime certezze di una squadra che ora deve ripartire da capo per conquistare nuovamente l’etichetta di bella e vincente. Un dato colpisce più di tutti gli altri e rende chiaro il quadro della situazione. Dopo la sfida con il Bari del 24 febbraio, quella che per molti ha rappresentato il vero crocevia della stagione giallorossa, la squadra di Baroni ha conquistato 9 punti. Solo il Pisa ha fatto lo stesso, ma peggio non ha fatto nessun altro. Persino il Latina, a un passo dalla retrocessione, e l’Ascoli hanno conquistato più punti (10). I segnali di smarrimento sono preoccupanti, ma a volte basta una scintilla per riaccendere tutto. Il pranzo coi lupi del primo maggio vale più dei semplici tre punti, dei play off e di una promozione diretta. Vale l’entusiasmo di un tempo, la rinascita, la svolta. Alla Strega il compito di trovare la ricetta giusta, prima che sia troppo tardi.

Francesco Carluccio per Corrieresannita

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