OBBLIGO DI RISCATTO

Ci eravamo lasciati con l’elogio alle virtù di una squadra che sembrava già matura e lanciata verso i vertici della classifica, ci ritroviamo ora a dover fare altro tipo di valutazioni. Dove sta la verità? La logica suggerisce di attendere, e infatti attenderemo. Perché il Benevento visto contro Foggia e Pescara è stato tutt’altra cosa rispetto a quello ammirato nelle prime uscite di questa serie B.

La pausa del campionato, l’ennesima, sarà servita a riordinare le idee e provare il recupero di qualche pedina costretta a rimanere forzatamente in infermeria nelle ultime settimane. Neanche la classifica ora sorride più di tanto e lascia spazio già a diversi rimpianti. I giallorossi, che hanno ancora una gara in meno rispetto a tante altre, sono scivolati in nona posizione dopo due tonfi tanto inattesi quanto roboanti. Il primo tra le mura amiche, il secondo su uno dei campi che il recente passato indica tra quelli “inespugnabili” della categoria. Ma non possono essere solo il valore e le motivazioni degli avversari l’oggetto della discussione; appare dunque inevitabile concentrarsi innanzitutto sui ‘vizi’ del Benevento e poi sulle virtù delle antagoniste. Contro i satanelli Bucchi ha osato nuovamente, senza ottenere però ciò che dal suo azzardo aveva avuto in cambio a Cittadella. Dal centrocampo alla variazione del modulo in corsa, sono state diverse le cose rivedibili, considerato che dopo l’iniziale vantaggio la squadra si è forse illusa che la strada sarebbe stata in discesa.

Diverso, ma non migliore, il discorso relativo alla trasferta di Pescara, dove una prestazione ampiamente insufficiente dal primo al novantesimo ha spianato la strada agli uomini di Pillon. L’emblema è tutto nella punizione di Viola, un’esecuzione magistrale fine a sé stessa. Un acuto improvviso e isolato nel mare silenzioso di uno scialbo pomeriggio. Più concretamente, un’illusione. Durata per giunta poco meno di due minuti, giusto il tempo che Machin – uno dei dominatori assoluti del centrocampo –  riportasse tutti sulla terra alimentando il malumore dei circa 1.300 tifosi presenti nel settore ospiti e dei chissà quanti impegnati a soffrire davanti agli schermi di Dazn. Anche loro disperati, ma stavolta non per problemi tecnici. Ad andare a scatti non è stato il tanto criticato servizio in streaming, ma proprio il Benevento.

Francesco Carluccio per Corriere Sannita

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