CHE LA DEA SIA… BENDATA

L’istantanea più bella arriva dal Mapei Stadium, dove il Benevento è riuscito finalmente a sbloccare la casella dei punti conquistati fuori casa impattando 2-2 contro il Sassuolo. Non ce la regala il campo, nonostante i due gol di un indomabile Diabaté, ma gli attimi che hanno fatto seguito al fischio finale di Gavillucci, quelli che hanno visto la squadra intera salutare i tifosi intonando un coro insieme a loro. Si può anche retrocedere, ma farlo con il clima giusto, con la serenità di non aver lasciato nulla di intentato, può avere un sapore diverso. La condanna della matematica potrebbe giungere già nelle prossime ore, tanto che la gara con l’Atalanta rischia di diventare persino decisiva in questo senso, ma il punto non sta nel tornare in serie B, tanto nell’aver gettato basi solide per ritentare l’assalto. Sul parco giocatori si discuterà tanto nelle prossime settimane, ma da solo non basterebbe a creare quell’autostrada verso il paradiso che tanti beneventani sognano di ripercorrere nel più breve tempo possibile. Tanto lo faranno la mentalità, l’abitudine ad affrontare i momenti difficili, la capacità di superare gli ostacoli mantenendo sempre civiltà e serenità. Ecco, da questo punto di vista i sostenitori sanniti sono stati encomiabili dalla prima all’ultima giornata finora disputata. Giusto un girone fa, a Bergamo, già cantavano goliardicamente che sarebbero tornati presto in cadetteria attirandosi le simpatie dei presenti all’Atleti Azzurri d’Italia e di chi aveva visto i video via social. Dal mondo del tifo assicurano che è davvero difficile prendersi gli applausi di un pubblico esigente come quello dell’Atalanta, ma quella sera qualcosa andò per il verso giusto e l’ammirazione fu suggellata anche dall’emblematico scambio di sciarpe tra alcuni tifosi a fine partita. Tifosi, quelli giallorossi, che hanno saputo apprezzare l’impegno di Sandro e compagni nella trasferta emiliana dando loro il merito di aver giocato per la vittoria fino in fondo. Con l’Atalanta, la “Dea”, sarà difficilissimo per tante ragioni. Gli avversari hanno accumulato quest’anno anche una notevole esperienza internazionale e a detta dell’allenatore dell’Inter, Luciano Spalletti, sono la squadra “più forte d’Italia nei duelli fisici”. A Diabatè il compito di scardinare anche la difesa nerazzurra, sperando che davanti Gomez, Petagna o chi per loro abbiano le polveri bagnate. Che la “Dea” sia bendata, dunque. Per rinviare l’appuntamento con la matematica e per regalarsi un altro mercoledì da incorniciare, proprio come quello del 4 aprile scorso contro il Verona, quando la serie positiva del gigante maliano ha avuto inizio. Doppietta all’Hellas, doppietta alla Juventus e doppietta al Sassuolo. Come si dice? Non c’è due senza tre.

 

Francesco Carluccio per Corriere Sannita

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