Incendi, Di Tullio (Comandante Vigili del Fuoco): interventi straordinari con mezzi autorizzati dal Ministero

Quest’oggi il comandante dei Vigili del Fuoco di Benevento, Michele Di Tullio, ha tenuto una conferenza stampa sull’analisi degli ingenti danni provocati dai molti incendi che hanno devastato, quest’estate, Benevento e provincia “Con i suoi distaccamenti di Telese, Bonea e San Marco dei Cavoti – ha dichiarato Di Tullio – sono stati effettuati già 1395 interventi che rapportati a quelli dell’anno scorso sono veramente una cosa incredibile. Molti di questi incendi sono stati alimentati dal vento, aiutato dalle alte temperature che hanno causato dei grossi problemi anche operativi. Questo Comando, come di consueto, ha avuto a disposizione una squadra AIB ma, vista la difficile e arida stagione, non è stata sufficiente a modulare, in termini di risposte, le tantissime richieste di intervento pervenute alla Sala operativa 115. Tante sono state anche le situazioni critiche che hanno richiesto l’ulteriore intervento dei mezzi aerei a disposizione del corpo Nazionale o delle altre agenzie collegate all’emergenza incendi.
In provincia di Benevento le criticità sono state localizzate su tutto il territorio, ad iniziare dalla valle telesina (comuni di Faicchio, San Salvatore, Guadia San Framondi, San Lorenzo Maggiore e San Lupo) ove, in alcuni casi, le fiamme alimentate dai venti caldi, complici instancabili dei tanti focolai di incendio, hanno indotto ad evacuare alcune famiglie le cui case sono state lambite dal fuoco. Situazione critica affrontata con l’intero dispositivo di terra e di aria.
Non è mancato il monte Taburno con i sui comuni a partire da Apollosa, Cautano, Tocco Caudio, di recente, un paio di giorni fa, addirittura vi è stato un fronte di fuoco attivo su diverse aree della provincia. In particolare la struttura di soccorso è stata potenziata con il raddoppio dei turni (circa 50 unità al giorno) distribuiti nelle sedi di servizio, incremento necessario ed indispensabile per avviare una risposta più consistente, autorizzata dal Ministero. 
La giornata del 29 agosto, come del resto le altre, è stata di particolare attenzione su tutti i fronti , con chiara matrice dolosa agevolata dalle condizioni climatiche (temperatura e vento) massiccia e organica è stata la risposta dei soccorsi con uomini instancabili con un dispendio di energie al limite del sopportabile per questo è doveroso un ringraziamento a tutti i vigili del fuoco di Benevento e provincia che ricevono apprezzamenti da molti Sindaci per la professionalità acquisita e dimostrata in questo frangente.
Nel 2016, l’avvio della AIB è stata posticipata al 9 agosto ed è terminata il 9 settembre.
Nel confronto con l’anno in corso il rapporto con il numero di interventi e squadre impiegate è di gran lunga superiore parliamo di 210 interventi in quanto la situazione climatica è stata completamente diversa dall’attuale con precipitazioni diffuse nei mesi primaverili ed estivi.
Per quanto concerne il personale utilizzato si informa che, nonostante la carenza (segnalata dallo scrivente a tutti gli organi superiori) rispetto alla pianta organica prevista con l’adozione di richiamo del personale e ricorrendo al raddoppio dei turni è stato possibile consentire una adeguata risposta alle innumerevoli richieste di intervento. E’ doveroso precisare che il Piano AIB da solo non basta a scongiurare devastazioni e atti dolosi, se non è accompagnato da un’efficace macchina organizzativa e da politiche di gestione forestale preventive e sostenibili come dimostra la situazione reale.
Nella prevenzione alla lotta degli incendi boschivi, per avere una macchina organizzativa efficiente, è fondamentale che si definisca al più presto una politica di adattamento ai cambiamenti climatici, attraverso adeguate politiche forestali. Occorre poi rafforzare il sistema dei controlli e degli interventi delle Forze dell’ordine nei confronti dei criminali che appiccano gli incendi. Oggi, oltre il delitto di incendio doloso di cui all’art. art.423 bis del codice penale, si può e si deve applicare la legge sugli ecoreati (la n.68/2015) e in particolare il reato di disastro ambientale secondo quanto previsto dall’art. 452 quater del codice penale, uno dei nuovi delitti introdotti dalla legge, che usa la mano dura contro chi attenta alla salubrità degli ecosistemi, incrementando le pene fino a 15 anni di reclusione oltre le aggravanti
Tra le principali cause degli incendi boschivi ci sono:
– Il clima e l’andamento stagionale
– Il depauperamento e lo spopolamento delle zone dell’alta collina e della montagna
– La circolazione veicolare
– Cause dolose e volontarie
– Volontà di vendetta per liti tra privati, contro i “pubblici poteri”, per aver subito un atto che si ritiene ingiusto quale un esproprio oppure per proteste contro restrizioni all’attività venatoria o contro la definizione di aree protette con vincoli ambientali. Infine vi sono gli atti vandalici.
 

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