Immigrazione, burocrazia più snella in materia di protezione internazionale e illegalità

IMG_1264La Uil Avellino/Benevento rende noto che venerdì 17 febbraio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ed è in vigore da sabato 18 febbraio, il decreto-legge 17 febbraio 2017, n. 13, recante “Disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale”. Tra le tante novità, il Decreto legge istituisce sezioni specializzate in immigrazione e asilo in 14 tribunali italiani. Cambia, poi, le procedure davanti alle Commissioni Territoriali per l’Asilo, dalle notifiche ai colloqui, ed elimina un grado di giudizio nei ricorsi a fronte del rigetto delle domande di asilo. In effetti, dopo la decisione del tribunale di primo grado, si potrà solo ricorrere in Cassazione. Oltre all’eliminazione del secondo grado di giudizio (norma che ha visto le critiche recenti da parte dell’Associazione Nazionale Magistrati della Cassazione), si prevede che all’unica udienza davanti al giudice non sarà possibile per il richiedente asilo presenziare. Il giudice prenderà visione, invece, di un’intervista registrata del colloquio tra lo stesso profugo e le autorità della Commissione Territoriale per l’Asilo.

Il decreto legge disciplina anche il passaggio negli hotspot (punti di crisi) degli stranieri sorpresi a varcare irregolarmente la frontiera o salvati in mare, che verranno fotografati e sottoposti al prelievo delle impronte digitali per la segnalazione nei database europei. Chi si rifiuterà di sottoporsi a questi rilievi potrà essere trattenuto nei Centri di Permanenza per i Rimpatri (nuovo nome dei Cie). Sull’intero territorio nazionale verrà creata una rete di nuovi Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR), dove verranno trattenuti gli stranieri irregolari destinati al rimpatrio forzato durante le procedure di identificazione, lo scambio di documenti e informazioni con il Paese d’Origine e l’organizzazione del viaggio. I fermati potranno rimanere nei CPR al massimo 90 giorni (più ulteriori 15, altra novità, “nei casi di particolare complessità delle procedure”). Il Garante dei detenuti avrà pieni poteri di verifica e accesso ai CPR. I richiedenti asilo potranno essere impiegati, se vogliono, in attività di utilità sociale. L’aspetto più grave dell’eliminazione del secondo grado di giudizio, riguarda i suoi potenziali effetti in termini di rigetti delle domande. Infatti, l’esperienza di questi ultimi anni ci dice – che in genere – nel giudizio di primo grado venivano rigettati dal 50 al 60% delle domande, rigetti che venivano poi recuperati nel giudizio d’appello dove alla maggioranza dei richiedenti veniva concesso un permesso di protezione internazionale e/o umanitaria. L’eliminazione del giudizio d’appello potrebbe dunque portare al quasi raddoppio delle domande rigettate. Critiche sono anche state espresse da gran parte della società civile per la scelta della creazione dei CPR, visto soprattutto il fallimento dell’esperienza dei CIE.

“Ovviamente – dichiara Fioravante Bosco (Uil Av/Bn) – siamo consapevoli quanto sia sentita dall’opinione pubblica la necessità di semplificare e accelerare procedure che rispondano all’esigenza di dare certezza di protezione a chi ne ha titolo e, nel contempo, evitare che molte persone permangano nel nostro Paese senza alcuno status. Ci auguriamo che questa semplificazione – conclude Bosco – avvenga nel rispetto della normativa italiana e internazionale in materia di diritti della persona”.

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