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E’ stato un sogno a tutti gli effetti, di quelli da vivere fino al suono della sveglia. Diciotto punti sono troppo pochi per far sì che prosegua senza interruzioni, ma valgono fino a un certo punto. Quello che la serie A lascia dalle parti di Benevento è orgoglio e passione. Il Sannio si è scoperto grande anche sul piano sportivo, ospitando nel  proprio territorio personaggi rinomati del calcio italiano e club dalle sale trofei stracolme. Guardarsi alle spalle e pensare alle emozioni provate in questo campionato servirà a tanti sanniti per realizzare cosa si è vissuto negli ultimi otto mesi. Tante sconfitte, è vero, ma anche l’onore di essere sulla bocca di tutti – nel bene e nel male – oltre che nei salotti televisivi, sui giornali nazionali e internazionali. Quando il Benevento non ha fatto parlare di sé sul campo, gli è capitato di riuscirci al di fuori grazie a iniziative, acquisti ad effetto, giocate estemporanee e civiltà. Perché non ci stancheremo mai di ripeterlo: questa piazza ha dimostrato nei mesi di non essere un’intrusa nel massimo campionato italiano. I ko sono stati sempre accettati con dignità, anche quando si è trattato di sconfitte difficili da digerire. Non sono mancati i fischi, qualche coro di contestazione, ma quando la squadra e la dirigenza hanno dimostrato di voler reagire dando tutto quello che avevano, sono state ricambiate con applausi di sostegno in ogni parte d’Italia. Quel Benevento, solitario all’ultimo posto, in realtà solo non è mai stato. Nessuna trasferta è stata disertata o vissuta come un momento di angoscia; nessun appuntamento ha visto i sostenitori sanniti partire sconfitti, mentre tanti  sono stati quelli che li hanno visti uscire vincitori da impianti che fino a qualche mese fa gli era capitato di vedere solo in televisione. Si pensi alle due trasferte a San Siro, in occasione delle quali nonostante l’ubicazione al terzo anello, i supporter giallorossi si sono fatti sentire dal primo al novantesimo, oppure al debutto a Marassi contro la Sampdoria che segnò un battesimo amaro sul piano del risultato ma indimenticabile dal punto di vista del tifo. Ci ha creduto, Benevento, anche quando ormai tutti la davano per spacciata.

A Bologna lo scorso gennaio, dopo la doppia vittoria con Chievo e Sampdoria e un inizio di mercato spumeggiante, furono in duemilacinquecento ad invadere il settore ospiti del Dall’Ara. Nel primo tempo Guilherme – al suo esordio – colpì un palo sullo zero a zero prima del vantaggio rossoblu. Un legno che, con un pizzico di fortuna, forse avrebbe cambiato tante cose sia in quella partita che nella classifica futura. Ma inutile guardare troppo indietro, questo Benevento lo sa bene. Dunque sotto con il Genoa e il Chievo, poi spazio alle valutazioni, alla programmazione e al futuro. “Che vinca o che perda, noi siamo sempre qua…”, canta la Curva Sud. Con grande coerenza, aggiungiamo noi. Anche in un’annata non facile l’orgoglio sannita è riuscito a trionfare.

 

Francesco Carluccio per Corriere Sannita

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