Diga di Campolattaro, il problema è l’interferenza della strada comunale Senzamici in Morcone

IMG_1233La Provincia di Benevento, Ente concessionario, e la Società Asea, ente gestore, hanno presentato i dati relativi alla sicurezza della Diga di Campolattaro di proprietà del Ministero delle Infrastrutture.

L’introduzione è stata svolta da Giovanni Cacciano, direttore della Asea, il quale ha preliminarmente precisato che la Regione Campania, per quanto concerne la Diga, ha il compito di rilasciare autorizzazione alle derivazioni ed è inoltre responsabile del Piano di Emergenza. Cacciano ha detto: «La costruzione della Diga è cominciata nei primi anni Ottanta del secolo scorso; conclusi i lavori nel 1995, mentre era già stata soppressa la Cassa per il Mezzogiorno che l’aveva finanziata, dopo un periodo lungo di interregno, la Provincia di Benevento veniva individuata quale Ente concessionaria del grande invaso. La Provincia ha provveduto in questi anni a mettere in sicurezza l’impianto in particolare nell’area della strada circumlacuale Morcone/Campolattaro, nonché ad avviare le opere necessarie per consentirne il riempimento. La diga, infatti, è ancora oggi in esercizio sperimentale, perché questo è previsto dai protocolli tecnici. Sottoposta a riempimenti e svuotamenti a cicli temporali prestabiliti, la diga deve ancora toccare la quota di massimo invaso, cioé 381,45 metri sul livello del mare, per raccogliere di 125 milioni di metri cubi d’acqua pari a 109 milioni alla quota di massima regolazione. Questo ciclo di riempimento è cominciato nel 2006: il 27 dicembre 2016 la Direzione Generale delle Dighe ha autorizzato, a 10 anni dunque dall’inizio dei ciclo di invasi sperimentali, il massimo riempimento in quanto, così afferma il Ministero, “non risulta allo stato condizionato da problemi di tenuta dello sbarramento”. Il grado sismicità è quello massimo previsto all’epoca della realizzazione e comunque la diga “non è attualmente condizionato da problemi di sicurezza e in particolare relativi al comportamento geotecnico delle opere e delle sponde”. Esiste, tuttavia, affinché il massimo riempimento si realizzi, il problema dell’interferenza della strada comunale Senzamici in Morcone. Con il massimo riempimento, infatti, l’acqua sommergerebbe tale arteria. Dunque occorre provvedere a realizzare una strada alternativa a servizio della comunità locale.  Infine, il Governo ha comunicato che, in rapporto alla dichiarazione dello stesso Ministero secondo la quale il vero problema della messa in esercizio della diga trova la sua ragion d’essere nella “assenza di opere di derivazione” (cioé la rete acquedottistica), ha stanziato la somma di 20 milioni di Euro. Tale somma è tuttavia ritenuta non sufficiente dalla stessa Asea, che valuta il fabbisogno reale in 80 milioni di euro».

Il presidente Claudio Ricci, intervenendo nella Conferenza, ha dichiarato: «Non ci interessa fare polemiche politiche sull’invaso. Noi, con i documenti ministeriali alla mano, diciamo che la diga di Campolattaro è assolutamente sicura. Questo noi ci teniamo a dirlo a chiare lettere ai cittadini del Sannio. E’ un altro il problema che ci dobbiamo porre. Come classe dirigente, infatti, dobbiamo chiederci come utilizzare al meglio questa straordinaria risorsa, che è la più grande opportunità del Sannio, come attesta il Ministero. Il problema ostativo è al momento la strada Senzamici di Morcone che avrebbe dovuto essere realizzata circa 30 anni or sono da un altro Ente; oggi però si può provvedere a tanto anche perché si parla di una spesa molto contenuta. Tre sono le destinazioni dell’impianto di Campolattaro originariamente ipotizzati: usi irrigui, usi civili ed usi industriali e noi, rispetto a questa lungimirante visione d’assieme, abbiamo il dovere come classe dirigente di portare a compimento il programma. La sfida è quella di individuare l’utilizzo il più funzionale possibile delle risorsa assegnataci in questi giorni dal Cipe per completare questo disegno».

Il Presidente Petriella ha voluto sottolineare come l’impegno della Società e della Provincia sia quello di portare a compimento i lavori per gli usi specifici della diga. Il responsabile della diga Sportelli ha affermato: “Stiamo per arrivare alla capacità massima di riempimento della diga: noi in periodo di siccità, d’estate, scarichiamo parte dell’acqua raccolta e dunque svolgiamo una funzione di tutela ambientale del reticolo idrografico sotteso all’impianto. Poi laminiamo le piene, cioé impediamo che le precipitazioni eccessive possano causare a valle problemi di massimo afflusso d’acqua. Inoltre la diga ospita già l’Oasi di Campolattaro. C’è un problema tuttavia per quanto riguarda la Diga ed è quello destinazione delle acque: noi dobbiamo provvedere al più presto ad utilizzare quest’acqua per gli usi civici presso tutte le abitazioni: infatti noi assistiamo ad un impoverimento graduale, anno per anno, del trasferimento delle risorse d’acqua per il territorio e i cittadini del beneventano da parte del Molise”.

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