Mentre De Caro prende tutto, De Girolamo è nella morsa di Mastella

La sfida finale delle europee nel Sannio si chiude con due vittorie politiche e una sconfitta. Come nello scontro finale del film ‘Il buono, il brutto e il cattivo’, uno prende tutto, l’altro resta vivo e il terzo ha la peggio. Nel nostro caso il primo è Umberto Del Basso De Caro, il secondo è Clemente Mastella e l’ultimo è Nunzia De Girolamo. Sulla carta erano i tre politici più forti della provincia di Benevento: un sottosegretario, un deputato europeo uscente e il capogruppo alla Camera di un partito di maggioranza. Tre che fino a poco tempo fa se le sono date di santa ragione, sfidandosi apertamente nell’affermazione della propria forza politica sul territorio.

Alla luce anche dei risultati delle comunali, tuttavia, il campo resta tutto nelle mani dei primi due. De Caro fa praticamente cappotto, potendo contare anche sull’impegno dei suoi avversari interni, decisi a portare sangue al partito e a rivendicare uno spazio. Così il Pd si è presentato come un fronte compatto e ha sbancato ovunque. E se qualche sindaco piddino è saltato, non saranno molti a piangerlo.

Mastella ha ottenuto una vittoria tutta personale, sia per le oltre dodicimila preferenze, sia per aver tirato su Forza Italia dieci punti sopra la media nazionale. Almeno nel Sannio. Altrove l’appeal dell’ex ministro ceppalonese non è riuscito a far presa. Lui stesso denuncia una sorta di conventio ad excludendum dei dirigenti di Forza Italia. E certamente non si riferisce a Benevento, dove il partito è da tempo evanescente. Senza la rielezione al Parlamento europeo Mastella non aggancia il ritorno sulla scena nazionale, ma può giocare una partita determinante. La campagna a tappeto e i voti dimostrano che conserva “in casa” ancora una enorme capacità di trascinare. Si ritrova ad essere il dominus del centrodestra sannita e da qui dovrà ripartire. Potrebbe essere tentato da una candidatura a sindaco di Benevento, per esempio.

Chi invece esce ammaccata dal voto è l’ex ministro dell’agricoltura. De Girolamo paga di certo il tritacarne mediatico della vicenda Asl, ma deve fare i conti anche con un partito con grandi ambizioni e gambe fragili. Il Nuovo Centro Destra continua ad avere una nutrita pattuglia di ministri e sottosegretari, ma con un Pd al 40% è nelle mani di Renzi. In una condizione del genere è evidente che parte dell’elettorato di centrodestra ha votato direttamente per il capitano, abbandonando i marinai a combattere con i marosi. Il quid di Alfano è evaporato e ora la sannita Nunzia si ritrova in minoranza dentro e fuori le mura longobarde. Sembrano passati anni luce da quando nuvole di amministratori locali la omaggiavano nelle feste in discoteca. Il dato più duro da digerire è proprio nel capoluogo. Mentre in provincia racimola un dignitoso 6,6%, a Benevento si ferma quasi alla metà con il 3,5%. Praticamente pochi voti sopra il risultato della lista Tsipras. Tradotto in politichese, De Girolamo sarà costretta al più presto a ricucire alleanze. Peraltro lo ha detto lei stessa a un’ora dall’inizio dello spoglio. In diretta su Rai 3 ha subito precisato: la somma dei partiti di centrodestra vale più dei grillini. Sarà, ma è dura in un campo di battaglia devastato da anni di lotte fratricide.

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