Crollo dei prezzi agricoli, Mastrocinque (Cia Campania): anomalia da sanare con urgenza

alessandro-mastrocinque“I prezzi dei prodotti agricoli al venditore sono troppo bassi. C’è un’anomalia da sanare con urgenza che vede i prezzi al consumatore crescere e diminuire, invece, quelli per chi prodotti agricoli li produce”.

Lo ha detto il Presidente della Cia Campana, Alessandro Mastrocinque commentando i recenti dati del Censis  e del rapporto Ismea che sottolineano quanto l’agricoltura  possa rappresentare un volano per ridare slancio e crescita al Paese ma che al contempo ha visto crollare i prezzi dei prodotti.

I dati infatti dimostrano  che i prodotti agricoli e dell’agroalimentare aumentano le vendite all’estero, difendendosi dal calo dei consumi interni e che l’agricoltura  diventa attrativa e fonte di occupazione per giovani, donne e  per gli anziani. Ma secondo una recente analisi di Ismea, su 100 euro di spesa in prodotti agricoli freschi, solo 1,8 euro, al netto di salari e ammortamenti, rimangono nelle tasche dei produttori.

Tra i prodotti venduti dagli agricoltori, registrano veri e propri crolli i prezzi dei cereali (-11,2 per cento), della frutta (-8,9 per cento), dell’olio d’oliva (-7,1 per cento) e del vino (-7,6 per cento).

“E’ da tempo che l’agricoltura vede ridursi gli utili di filiera  a vantaggio degli operatori più a valle, come il sistema distributivo”, ha aggiunto Mastrocinque. “ Questo dato deriva da  un problema storico del comparto agricolo, quello della sua scarsa propensione a  fare rete e generare  economie. Succede perciò che  aumenta il divario tra costi di produzione, con incrementi sostanziali (antiparassitari + 2,5% ad esempio), mentre i prezzi corrisposti per  tali produzioni, diminuiscono mediamente del 2,3 %.

Significa – conclude il Presidente della Cia Campania –  minore redditività aziendale e difficoltà nel sostenere l’impresa”.

“Non dare il giusto prezzo ad un prodotto agricolo significa non riconoscere il lavoro di chi lo ha prodotto sui campi e significa danneggiare l’economia aziendale e di un territorio” è il commento di Mario Grasso, direttore regionale della Cia “dobbiamo invertire questa tendenza. Le condizioni ci sono perché il comparto agricolo ha dimostrato di creare condizioni di sviluppo ed occupazione insieme con valorizzazione del territorio, dell’ambiente e del turismo. La  proposta della Cia è costruire piano strategico condiviso, forte e con misure specifiche. Vanno già in tal senso le azioni di semplificazione volute dal Ministero per l’agricoltura. A queste però devono aggiungersi anche le azioni di sistema regionale e comunale. Il tempo è un fattore essenziale perché le azioni di sviluppo devono essere veloci, inquadrate in un contesto generale che veda al centro l’agricoltore ed il territorio. Per questo la Cia Campania promuove una tre giorni di riflessione  che si svolgerà a fine luglio. Una occasione di confronto che, come è consuetudine nel mondo agricolo, sarà una festa. Dove insieme alle associazioni delle donne, “Donne in Campo”; dei Giovani, “AGIA”, e con l’ ANP, l’associazione dei pensionati,  affronteremo in modo costruttivo queste tematiche insieme ai rappresentanti delle Istituzioni e della politica”, ha concluso il direttore della Cia Campania, Mario Grasso.

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