Benevento rifiuti zero, riparte il progetto “Un negozio ecologico diffuso”

benevento-rifiuti-zeroDalle persone all’ambiente e ritorno, riparte il progetto “Benevento Rifiuti Zero – Un negozio ecologico diffuso”. La salute passa dalla cura del corpo, della mente e dell’ambiente. In questo senso, ecco che le buone pratiche vengono dalla cooperazione sociale, territorio di Benevento. La cooperativa Il Faro non si concentra solo sull’assistenza tradizionale delle persone, ma anche su nuovi servizi commerciali ecocompatibili e meno aggressivi per l’uomo. Nasce così il progetto finanziato da Fondazione con il Sud e che vede come partner il Comune di Benevento, il Parco Scientifico e Tecnologico, l’Istituto Sant’Angelo a Sasso, Confesercenti, Federfarma, Confagricoltura e Confcooperative. Il progetto propone prodotti senza sostanze nocive (senza petrolchimici, senza siliconi, senza coloranti e tutte quelle sostanze aggressive per la nostra pelle e per il nostro sistema endocrino).

Questi stessi prodotti fanno a meno di imballaggi pesanti, a favore di un packaging leggero e biodegradabile, limitando quindi l’accumulo di rifiuti e la produzione di Co2. A spiegare il senso e le motivazioni di fondo dell’iniziativa è Giuseppe Tecce, presidente della cooperativa.

“Comprare, oggi, assume un significato quasi del tutto sconosciuto un decennio fa: quello etico. Nel momento in cui fai un acquisto, stai facendo una scelta che avrà delle conseguenze molteplici, legate tutte all’etica del lavoro e alla tutela dell’ambiente. Il nostro pianeta é, attualmente, l’unico che abbiamo, ed abbiamo il dovere di lasciarlo alle generazioni future nel miglior stato possibile. Le storture delle politiche neo liberiste, nonché della globalizzazione dei mercati, ma non delle regole, hanno determinato le situazioni di degrado ambientale che tutti conosciamo”.

E continua: “Che cosa può fare ciascuno di noi? Possiamo fare tanto. Scegliere ed acquistare prodotti realizzati nel rispetto dell’ambiente e delle persone, con materie prime prodotte in maniera non aggressiva per il territorio e provenienti da coltivazioni locali in modo da ridurre lo spostamento delle merci e quindi l’emissione di Co2. Possiamo rispettare il lavoro ed assicurare compensi equi per le persone impiegate”.
“La nostra attenzione per la cura ci ha spinti ad andare oltre il concetto di cura locale, per portarci verso una più ampia concezione di benessere che comprende il prendersi cura di sé e dell’ambiente” conclude Tecce.
Sempre in ossequio alla mission della cooperazione sociale, la cooperativa impiega, nelle attività di gestione degli ordini e di spedizione degli stessi, persone che si trovano in una situazione di svantaggio psichico. Questi lavoratori sono a contatto con uno staff di psicologi che ne monitora i benefici.

 

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