Ammortizzatori sociali per ex dipendenti di aziende delocalizzate all’estero, la Uil sostiene la proposta

Per il vice premier, Luigi Di Maio, quando un’azienda delocalizza all’estero e lascia gli operai in mezzo a una strada, potremo utilizzare ammortizzatori sociali che possano dare respiro alle famiglie. Questo strumento era stato tolto con il jobs act, che ha fatto tanti danni, ma secondo il leader del M5S questi strumenti negativi stanno per essere smantellati. La Uil condivide la necessità, annunciata dal Ministro di Maio, di riaprire la discussione sull’utilizzo del trattamento di integrazione salariale straordinario in caso di cessazione, anche parziale, dell’attività di un’impresa. Sono ancora molte le situazioni di crisi aziendali irreversibili che potrebbero essere in parte sostenute da un simile provvedimento. Si garantirebbe così un sostegno al reddito ai lavoratori e, allo stesso tempo, si potrebbero favorire le condizioni per un rilancio o una riconversione dell’attività produttiva, finalizzata al mantenimento dei posti di lavoro.

“L’intervento della Cigs – dichiara Fioravante Bosco (Uil Av/Bn) – dovrebbe essere estesa anche a quelle attività interessate da procedure fallimentari senza la concessione dell’esercizio provvisorio, creando così le condizioni per sostenere i lavoratori durante le fasi di trattativa di vendita o rilevazione dell’impresa stessa. Riteniamo – conclude il sindacalista – che sia necessario, dopo l’intervento d’urgenza, aprire un confronto con le parti sociali per la condivisione di ulteriori interventi su una materia così delicata”.

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