Il tetracloroetilene nella falda della piana di Benevento a marzo era arrivato a 9,75 microgrammi/litro, quindi molto al di sopra della Soglia di Contaminazione (1,1 microgrammi/litro) e vicinissimo anche al limite di potabilità (10 microgrammi/litri) ma i pozzi di Pezzapiana Campo Mazzoni non sono stati mai chiusi.

L’ARPAC ha consegnato questa mattina alla Conferenza dei Servizi tenuta nella sede della Regione Campania di Benevento i risultati degli esami effettuati nei pozzi privati della Ferrovia-Pezzapiana. In aggiunta a quelli effettuati lo scorso 6 agosto che hanno confermato la presenza di tetracloroetilene fino a 3,4 microgrammi/litro, quindi tre volte la soglia di contaminazione, l’ARPAC ha acquisito recentemente anche i risultati di analisi effettuati da un laboratorio privato in un pozzo del rione Ferrovia a marzo scorso.
Risulta che allora il tetracloroetilene aveva raggiunto la concentrazione di 9,75 microgrammi/litro, un valore altissimo perchè la Soglia di Contaminazione è di 1,1 microgrammi/litro ed è arrivato di fatto anche al limite di potabilità di 10 microgrammi/litro al quale hanno fatto riferimento finora tutti gli enti e le autorità che hanno insistito nel considerare idonee agli usi umani le acque della falda di Benevento. Nello stesso pozzo privato sono stati trovati anche composti Alifatici Alogenati Cancerogeni con concentrazioni superiori alla Soglia di Contaminazione e alla Soglia sulla qualità delle acque profonde ma nessuno ha avvisato la popolazione.
Anche questi clamorosi risultati resi noti solo oggi, confermano la contaminazione della falda e quindi la necessità di chiudere i pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni ancora utilizzati da Gesesa per fornire acqua ai rioni Ferrovia, Libertà e Centro storico.
Per Altrabenevento Sandra Sandrucci