Adesso o mai più

adessoI nodi del destino stanno per sciogliersi. Comunque andrà a finire, Benevento-Frosinone produrrà un vincitore e un vinto. Anzi, nel caso di un successo giallorosso i vincitori potrebbero essere diversi, dato che la Strega trionfando garantirebbe un futuro a questo campionato altrimenti avviato ad una conclusione senza play off. Gli uomini di Baroni sanno che fallendo nella cornice amica del Vigorito spianerebbero di fatto la strada per la gloria al Frosinone, atteso poi dall’ultimo turno casalingo contro una Pro Vercelli a quel punto presumibilmente già salva. Sarà dunque un giorno significativo, in un modo o nell’altro, questo 13 maggio. Un giorno legato a doppio filo sia alle sfide di Perugia e Cittadella, che a quell’incredibile 19 maggio del ‘96. Ventuno anni sono passati da allora, ultima giornata di un campionato di C2 appartenente a tutt’altra epoca.

Il Frosinone si giocava nel Sannio la promozione diretta, il Benevento la salvezza. Un’altra sfida senza esclusione di colpi e ricca di paure, proprio come quella che ci apprestiamo a vivere. La decise un gol di Barrucci al 21’ della ripresa su assist di Micciola. Al 90’ fu gioia vera per il pubblico giallorosso che evitò alle proprie coronarie la lotteria dei play out. Al contrario, per i ciociari, si spalancarono le porte dei play off a causa del sorpasso dell’Avezzano in vetta. Agli spareggi la squadra allenata da Mari perse in semifinale con l’Albanova entrambe le sfide nonostante il vantaggio di classifica e fattore campo.

Un dettaglio che la dice lunga su quanto potrebbe influire un’eventuale sconfitta al Vigorito in ottica play off. Il Benevento a quegli spareggi vuole arrivarci, e per farlo ha due strade davanti a sé: vincere entrambe le partite oppure fermare sul pari il Frosinone per poi avere la meglio in trasferta sul Pisa, nella speranza però che nel frattempo almeno una tra Perugia e Cittadella non stecchi alcuno dei suoi restanti impegni. Ma se c’è una cosa che questo campionato ha insegnato ai giallorossi di Baroni è proprio che fare affidamento sugli altri può rivelarsi dannoso e controproducente. Vincere, dunque, è la soluzione più logica da attuare, nonostante le assenze e un avversario motivato a ottenere bottino pieno per volare in serie A senza passare dall’appendice della post season. C’è poi un altro elemento da non trascurare, quello che fa riferimento a un passato meno remoto e che conduce a ricordi ancora freschi di stampa. “Era la Vigilia di Natale…”, una frase che spesso fa da preludio a una favola si riferisce invece a un incubo sportivo. Quello vissuto al Matusa dai giallorossi nel dicembre scorso grida ancora vendetta. Il momento è arrivato: adesso o mai più. Come il Benevento del ‘96, ma stavolta per qualcosa di magico. Per il sogno di ognuno di noi.

Francesco Carluccio per corrieresannita.it

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